"Lei sta all'orizzonte: mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi, e l'orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve l'utopia? A questo serve: a camminare!"
(Eduardo Galeano)
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martedì 22 maggio 2007

-5 VELTRONI A RHO

Oggi in quei di Rho arriverà Veltroni. Dopo un incontro in mattinata in Fiera, passerà dalla nostra piazza per sostenere il candidato di centrosinistra Paola Pessina. Un’occasione da non perdere anche per chi non si riconosce negli ideali del suo partito. La mia speranza un domani è quella di vederlo sedere tra i banchi di governo inaugurando una nuova generazione della politica che ormai è troppo vecchia per saper rispondere alle reali esigenze del paese. Sarebbe, a mio parere, l’uomo ideale per favorire questo passaggio di consegne che viene sempre più avvertito come necessario. Ma oltre a lanciare uno sguardo sul futuro, è bene lanciarlo sul passato. Interessante è il modo e la bravura con cui sta guidando la città di Roma. Basta solo un dato per esprimere tutto: la crescita annua registrata sul territorio comunale è di poco superiore a 3 punti percentuali del PIL. La media italiana negli ultimi anni si è attestata intorno all’1,5 e al 2. Ciò significa che Roma ha corso quasi il doppio rispetto all’Italia. Merito di un’amministrazione che ha saputo solleticare il sistema produttivo da una parte e dall’altra ha saputo invece mantenere uno stretto rapporto con i cittadini. La promozione della cultura con la costruzione di un nuovo auditorium e il modo partecipato con cui Veltroni sta conducendo la città è veramente da best practice. Gli stessi romani lo hanno riconfermato con ampio margine nei confronti di Alemanno (non stiamo quindi parlando di uno sprovveduto) all’ultima chiamata elettorale.
Ma la cosa più importante di tutti è la conduzione in una nuova era della politica: lui esprime una nuova filosofia del far politica. Un po’ in rottura con quella di questi anni e molto desiderosa di avvicinarsi ai cittadini mantenendo alti i valori che dovrebbero contraddistinguere questo mondo. Una politica che vuole tornare a essere bella e interessante, che vuole riappropriarsi di ciò che in questi anni le è stato tolto, che voglia abbandonare i toni duri e polemici, che voglia mettere al centro il legame con la patria, che voglia ridare dignità alle istituzioni troppo spesso ingiustamente bistrattate. In una sola parola vuole occuparsi della collettività e del bene comune. Questa è la cosa che più passa dai suoi discorsi e dai suoi ragionamenti. Pensieri spesso intellettualmente alti, ma allo stesso tempo molto vicini e tangibili da ciascuno. All’insegna di queste credenze e di questi ideali spero che sia proprio lui a inaugurare la stagione nuova del dopo Berlusconi vs Prodi che se tanto hanno fatto per l’Italia, poco stanno facendo ora per rigenerare il nostro sistema politico. E’ ora di dare spazio, come avviene negli altri paesi d’Europa, a un capo di governo giovane e capace… potrebbe essere lui?

lunedì 21 maggio 2007

-6 DIAMO VOCE A CHI NON HA VOCE

Il dibattito di questo mese ha fatto risaltare ai miei occhi come una categoria specifica sia stata in parte tralasciata: parlo degli anziani.
Non mi riferisco ai programmi elettorali che fanno le loro proposte su questo tema, ma a quella che si può definire opinione pubblica. Prendendo il nostro giornale locale possiamo notare come questi gruppi che sono numericamente e qualitativamente importanti, vengano citati solo come cronaca in occasione di determinati eventi. Non viene mai messo in risalto il loro pensiero come invece viene fatto per altre categorie che sono più potenti e più seducenti. Anche nella popolazione il tema degli anziani o non è avvertito oppure è in secondo piano rispetto agli altri (ovviamente questo non vale per i diretti interessati, gli anziani). Eppure queste persone possiedono la voglia e l'energia per fare tanto. Esempio sono stati questi ultimi anni in cui hanno attivato con loro risorse (seppur coadiuvati dall'amministrazione pubblica) i tanti centri anziani di cui oggi è fornita la città. Possiamo dire che praticamente in ogni zona gli anziani dispongono di un luogo di ritrovo nel quale espletare il loro bisogno di socialità e allontanare la solitudine e la noia dalle loro menti. Mi piace la definizione che si sono dati loro stessi: "diversamente giovani". Esprime la simpatia e la voglia con cui vogliono essere non la parte pesante da portare dietro come un carico ingombrante, ma la parte attiva che traina tutto il treno della società. Per questo si sono organizzati creando servizi di assistenza per la loro categoria e chiedendo sempre più spazi nel quale ritrovarsi, diventando ormai un pilastro dei servizi sociali. Sebbene siano persone che hanno smesso di lavorare non hanno smesso di sognare e vogliono con forza dire la loro su tutti i temi, vicini e lontani. Per questo spero che ciascuno di noi si metta in ascolto e dia voce a chi ha meno voce, in questo caso gli anziani!

domenica 20 maggio 2007

-7 LA POLITICA E' DI TUTTI: RIPARTIAMO DAI PARTITI

Ormai è partito il conto alla rovescia!
Siamo a una settimana dal voto e l’attesa comincia a crescere. Gli animi si accendono, le speranze aumentano, la fatica e la stanchezza non hanno più importanza. La fibrillazione di questi giorni, che anima e fa vivere di energia straordinaria e di attenzione particolare la città, creando dibattiti attorno a temi specifici dell’amministrare quotidianamente, fra qualche mese si sarà persa, ma oggi è più che mai vivo quel senso e quella voglia che si riscontra in tutti di poter esprimere la propria opinione. E’ un’energia che appunto rientra nello straordinario della politica e non nell’ordinario, ma credo basterebbe poco per riuscire a riproporre e rianimare le persone (sulla scia di questo mese) che spero si recheranno numerose alle urne. Di tutte queste, solo una piccola parte seguirà con scrupolo il partito o la persona che ha votato durante l’amministrazione. La maggior parte lascerà in segno di fiducia tutto in mano ai governanti eletti percependo come distante da se tutto ciò che può essere definito “politica”.
E vorrei proprio rivolgermi a quelle persone (davvero tante) che sentono come distante il mondo politico. Perché proprio voi che più vi sentite distanti e che più spesso degli altri vi lamentate, fate davvero parte di questo mondo. Anche solo nel momento in cui esprimete la vostra distanza o la distanza della politica da voi in quel momento avete fatto inconsapevolmente della politica. Perché fare politica significa costruire tutti insieme la polis cercando di far sentire tutti protagonisti e fare in modo di non lasciare nessuno indietro. I capitoli della partecipazione nei vari programmi elettorali si pongono proprio questo come obiettivo e io ci credo fermamente in questa cosa. Mi piacerebbe che la politica rientrasse come una cosa normale nel tessuto culturale del nostro paese. Da tanti è percepita come cosa sporca e quindi da non toccare o da non avvicinare. Lo ammetto, ci sono anche delle ombre in questo mondo, ma se tutti coloro che queste ombre le avvertono e le condannano dedicassero solo un minuto del loro tempo a guardare anche il bene che c’è nella politica e a riscoprire la sua funzione principale, allora sono sicuro che anche i più critici scoprirebbero che ci sono davvero tante persone che spendono la loro vita all’insegna di un ideale. E non sto parlando di coloro che andranno a occupare qualche poltrona (grande o piccola che sia), sto parlando invece di quelle persone che sono attori principali della politica ma che forse non si sono neanche mai candidati in vita loro. Mi piacerebbe che queste persone siano portate d’esempio ai più lontani. Infatti oggi ci siamo dimenticati la funzione dei partiti che devono ritornare innanzitutto a svolgere il loro compito di sviluppo delle tematiche e problematiche sociali. Oggi assomigliano più a cabine di regia che non a luoghi di confronto. E ripartiamo allora proprio da questi luoghi invitando i partiti ad aprirsi e rinnovarsi partendo da quelle persone che sono la spina dorsale dei partiti e che testimoniano più di ogni altro il loro forte attaccamento a quei determinati valori. Nell’altro senso spero che tutti i cittadini non avvertano barriere al loro ingresso nei partiti sentendo loro il diritto di esprimersi in quel determinato gruppo di persone. Riavviciniamo i cittadini alla politica, ripartendo dai partiti e facciamo capire che la politica è veramente di tutti.

sabato 12 maggio 2007

PROGRAMMI A CONFRONTO

Ormai siamo entrati nel momento più vivo della campagna elettorale. Ormai tutte le carte sono giocate e gli assi nella manica (se ci sono) verranno calati a breve. Con l’uscita dei programmi elettorali conosciamo le vere intenzioni delle coalizioni e dei loro candidati sindaco, al di fuori delle battute della propaganda elettorale. Avvicinandosi quindi il voto, vi invito a leggere le intenzioni programmatiche e vi vorrei dare alcuni spunti e fornirvi alcune riflessioni personali.
Innanzitutto vi invito a soffermarvi su quella che può essere definita la “politica estera” della città. Su questo punto le due principali coalizioni hanno una visione completamente differente. Il centrosinistra presenta una Rho al centro del Rhodense, mentre il centrodestra presenta una Rho che vuol diventare uno dei centri che gravitano intorno e in sinergia con Milano. Quindi una prima visione molto più legata al territorio e alle alleanze tra i 9 comuni del rhodense che messi assieme (se non erro) arrivano a quasi 170.000 abitanti. La seconda vuole invece legarsi alla città di Milano creando con essa un legame diretto. La prima a me sembra una visione più giusta, poiché la nostra città, pur essendo alle porte di Milano, conserva una specificità e una cultura di vita urbana differente da quella del capoluogo e un completo appiattimento sulla metropoli creerebbe degrado e ci sarebbe una parziale estirpazione delle radici rhodensi più di quanto già oggi non sia. Inoltre legarsi a Milano avrebbe senso nel momento in cui manchino servizi o opportunità all’interno dei confini. Rho non rientra in questo caso, poiché, come tutti ben sanno, abbiamo praticamente tutti i servizi che possiede Milano. Quelli che non abbiamo sono pochi e rientrano nel normale standard di una città di provincia non capoluogo.
Il secondo tratto distintivo è quello della visione del centro cittadino. Il candidato Pessina, sulla scia dell’operato di questi anni, propone un centro che sia pedonalizzato e costellato da parcheggi esterni che circondino il centro e da cui si possa accedere con 5 passi all’area pedonale. Da questa visione parte proponendo la riqualificazione di piazza Visconti e via Porta Ronca cercando aree in questa zona dove localizzare qualche parcheggio. Il candidato Zucchetti propone invece parcheggi in pieno centro, ad esempio in piazza Visconti un parcheggio multilivello, e anche attività alberghiere in aree non meglio specificate sempre nel centro cittadino. Inoltre propone di concedere gratuitamente, ai negozi del centro, il suolo pubblico antistante alla vetrina della propria attività per rivitalizzare il centro. Come potete ben vedere, la visione è completante differente. Possiamo registrare nel primo programma una difficoltà a reperire ulteriori zone di parcheggio (che Zucchetti risolve con un improbabile e faraonico parcheggio costruito da privati in piazza Visconti a tariffe privative – vedi prezzi della Fiera per avere un’idea), mentre nel secondo c’è questa idea di un centro a vocazione commerciale e non abitativa, quindi dove l’importante è fare in modo che gli esterni possano trovare agevole entrata in quello che potrebbe essere definito un centro commerciale aperto, che non trova grande fattibilità nella realtà del tessuto urbano del centro rhodense.
L’ultimo tratto distintivo che ne esce dai programmi e che mi preme sottolineare è la presenza dell’informatica. Nel programma della coalizione di centrosinistra viene dedicato un paragrafetto all’utilizzo della comunicazione informatica nel capitolo dei giovani, mentre in quello del centrodestra non viene mai fatto riferimento all’utilizzo di internet o delle tecnologie affini. Premettendo che rimane in ogni caso insufficiente a mio parere lo spazio dedicato, però almeno nel primo programma viene citato e viene fatto un riferimento molto esplicito, cosa totalmente assente nel secondo. Speriamo che questa sensibilità venga comunque sviluppata da entrambe le parti nei prossimi 5 anni di amministrazione.
Concludo segnalando un po’ gli appiattimenti, ovvero i punti su cui non riscontriamo nessuna apparente differenza. Partiamo dal campo delle politiche sociali con il quale il programma di centrosinistra inizia con una proposta molto dettagliata e il programma di centrodestra dichiara di continuare sulla linea tracciata in questi anni; poi il campo nomadi, dove andando al succo delle questioni troviamo la stessa identica proposta nella sostanza, segno che questo argomento ormai è consunto e anche i promotori del referendum per il no al campo nomadi si allineano con tutte le amministrazioni del nord di qualsiasi colore politico; infine la tanto dibattuta questione Ici dove alla fine dei conti l’intento è il medesimo anche qui.
Questi sono solo alcuni punti che mi sembravano particolarmente marcanti di uno o dell’altro programma. Spero che postiate i vostri commenti magari integrando con vostre riflessioni e giudizi differenti dal mio.
Andrea

sabato 5 maggio 2007

MOLTE STRETTE DI MANO, MILLE AVVERTIMENTI E TANTI CONSIGLI!

Eccomi qui! Volevo raccontarvi le mie prime settimane da candidato novello per il consiglio comunale, o meglio da chi si impegna per la prima volta in politica.
E’ stato bello (anche se non sempre semplice) vedere la reazione delle persone di fronte alla comunicazione del mio impegno. Partiamo da coloro che della politica non credono nulla di buono e la guardano con diffidenza e distacco. Sono quelli che credono che chi si impegna in questo ambito, in un qualche modo, “perda l’anima”, ovvero si vada a mischiare e sporcare le mani in un ambiente non reputato di alto valore morale, ma l’esatto contrario. Sono coloro che la politica la vedono come il principio di tutti i mali e non ripongono un minimo di fiducia in essa. Queste persone hanno avuto reazioni differenti: o un rifiuto a priori a sentir parlare dell’argomento, oppure una faccia perplessa e riflessiva che si domandava: “Ma perché ti sei cacciato in questo mondo?”. E da lì, in entrambi i casi, sono partiti migliaia di avvertimenti su quello che incontrerò e che mi toccherà di fare elencandomi tutte le magagne (in gran parte vere, non lo nascondo!) del sistema politico italiano in modo che io mi possa preservare da quei comportamenti subdoli e personalistici.
La seconda categoria sono quelle persone che, pur contente dell’impegno preso, non si riconoscono nello schieramento da me scelto. Allora nella maggior parte dei casi sono partiti i consigli sulle attenzioni da preservare per non perdere la mia identità all’interno dei giochi di partiti. Forse l’incontro con queste persone è stato il più bello poiché, pur instaurandosi un rapporto di contrapposizione, mi ha aiutato a dar ragione ad alcune convinzioni che posso avere e metterle in gioco motivandole attraverso un confronto pacato e sereno. In pochissime volte, devo ammettere, è mancato il rispetto reciproco delle idee diverse. Non pensavo di trovare così tante persone (spesso non attori attivi in politica) che sapessero dialogare in questo modo sulle più disparate questioni. Anzi, a volte, a queste persone credo che manchi proprio uno spazio nel quale poter confrontare le proprie idee sugli avvenimenti locali e nazionali e quindi, appena mi incontrano, adesso non mi chiedono più come sto, ma cosa ne penso di questa o di quell’altra cosa.
Infine vengono quelle persone che sono contente sia del mio impegno che dello schieramento scelto. Allora lì è un tripudio di strette di mano. Credo di non aver mai stretto così tante mano in vita mia come in questa settimana. E’ un’usanza che francamente mi piace, nel senso che attraverso un gesto si esprime tutto ciò che non viene detto a parole. E’ una delle cose che mi ha sorpreso di più in positivo. Infine da queste ultime persone sono arrivate le parole di incoraggiamento e di sprono nel coltivare la mia scelta.Per concludere, ho incontrato e conosciuto moltissime persone in queste settimane. In ciascuna di esse ho potuto notare uno spirito diverso nell’affrontare e nel vivere le cose, e la bellezza più grande è che senza solo una di queste persone il mondo perderebbe un pezzo. Ciascuno trova la sua collocazione come neanche immaginavo in questo grande puzzle: da chi non vuol sentire parlare di politica a chi invece la vive come la più grande passione, passando attraverso quella fetta di persone che “sì, ma no”. Tutti possono portare un valore aggiunto e questa è forse la prima grande bellezza della politica che ho trovato.

venerdì 27 aprile 2007

CARI AMICI, VI RACCONTO LA MIA CANDIDATURA!

Cari amici che mi seguite da tempo su questo blog,
come molti di voi già sapranno, oggi per me comincia una nuova avventura: mi candido per il consiglio comunale!
Chi mi segue da vicino conosce la passione che è cresciuta in questi anni verso il mio Paese, Paese inteso sia come Italia sia come Rho. I miei compagni universitari mi prendono spesso in giro perché parlo sempre con grande orgoglio della mia città, sapendo che per certi versi è altamente all’avanguardia e per altri invece zoppica un po’. Scherzano sul fatto che Rho sia un paesino ma che abbia tutti i confort possibili e immaginabili secondo la mia descrizione. Sono davvero fiero di essere rhodense e abitare in questa terra che oltre ad aver dato i natali ai miei avi, ha soprattutto donato una vita a chi oggi mi sta intorno. Se ripercorro con la mente le persone che ogni giorno incontro per le strade della città, mi accorgo come per ciascuna di esse Rho rappresenti la loro opportunità di vita: incontro il bambino che si sta affacciando al mondo in questo momento, incosciente della sfida che lo aspetterà tra qualche anno ma tenero nella sua fanciullezza; incontro l’adolescente che vive l’età del cambiamento più radicale della propria vita preoccupato e contento di questo; incontro due giovani innamorati che si tengono per mano pieni di problemi e interrogativi sul loro futuro ma felici dell’amore che li unisce; incontro l’amico di famiglia che risiede qui da anni e mai abbandonerà il nostro borgo perché qui è cresciuto e ha sviluppato le proprie relazioni; incontro l’immigrato comunitario o extracomunitario che qui è venuto per cercare lavoro e una vita migliore con gli occhi tristi e nostalgici ma pieni di tanta volontà; incontro l’anziano che mi racconta la guerra e il dopoguerra in Italia distillandomi pillole di sana saggezza; incontro il lavoratore che torna a casa la sera stanco ma contento di poter rivedere i propri figli e il proprio coniuge.
Proprio da questi incontri nasce il sentimento che mi lega alla mia città: conoscendo i rhodensi, mi sono innamorato di Rho! Alcuni miei amici dicono che sono “un portinaio” perché conosco tutti, in realtà la mia non è voglia di pettegolezzo da condominio, ma è curiosità verso l’Uomo: mi piace conoscere il nome e le storie delle persone, perché ciascuno è possessore di un tesoro prezioso e, grazie alla diversità e unicità che ognuno può portare nella società d’oggi, siamo in grado di riscoprire il volto della nostra città, volto che in questo modo non è nient’altro che l’insieme di tutti i 50.000 e più rhodensi.
All’inizio della storia dei tempi gli uomini si associarono fra loro per aiutarsi. In una comunità il peso di una difficoltà o di una scelta poteva essere portato da più persone e in uno scambio reciproco si poteva ritrovare l’appartenenza a un’unica grande famiglia. Ciascuno con le proprie fatiche e le proprie gioie era elemento spesso contraddetto, ma sempre rispettato. Scontri forti, duri e accesi sfociavano sempre in una semplice ma sincera stretta di mano. Nella società d’oggi, contaminata da un individualismo isterico, è difficile scoprire e capire il senso di queste parole. Sembrano per l’appunto cose dell’altro mondo, ma io credo che un’opportunità per riportare anche solo un pochino di questo riconoscimento reciproco c’è e passi attraverso la politica!
La politica quella bella, non fatta da lotte per il potere o interessi personali, ma dal confronto di tante idee diverse! Per questo ho deciso di mettermi al servizio del mio paese candidandomi per il consiglio comunale. Non vuole essere una lotta per occupare una seggiola, ma un modo per contribuire con le mie giovani e piccole idee al perenne miglioramento della società d’oggi! Non sarò di certo in grado di raggiungere il mio sogno di una città sicura, calma e ordinata in cui tutti possano dedicarsi alla ricerca della propria felicità… Credo sia un’utopia… Ma c’era un tale di nome Eduardo Galeano che scrisse queste parole: “Lei sta all’orizzonte: mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi, e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve l’Utopia? A questo serve: a camminare!”
Camminiamo dunque insieme, inseguendo un sogno che non si realizzerà mai, ma che produrrà belle cose per tutti! Ridiamo un sogno alla nostra città ricominciando dalla politica! Io ho scelto questa strada, forse starò sbagliando, ma credo sia quella giusta. L’unica finora praticata dagli uomini per raggiungere questo obiettivo!
Per ultima cosa, rinnovo l’invito a postare vostri commenti e vostre considerazioni. L’ascolto è per me parte fondante e primaria di tutti i rapporti e lo strumento del blog è la prossima frontiera della democrazia! Vi racconterò tutti i passi che compierò entrando in questo mondo e cominciando questa avventura!
Andrea

lunedì 16 aprile 2007

BILANCIO DI MANDATO

Cari miei lettori, mi faceva piacere integrare e spiegare lo strumento innovativo per noi rhodensi che è entrato nelle nostre case settimana scorsa: il bilancio di mandato. Purtroppo anche questa volta ho sentito da più parti solo contestare generosamente questa pubblicazione, senza minimamente conoscerne il significato e confrontarsi con chi ci sta attorno.
Il bilancio di mandato si inserisce nel capitolo della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni. Nel bilancio di mandato viene racchiuso tutto ciò che la squadra di più di 300 persone, capitanata dall’attuale giunta uscente Pessina, ha concretizzato nella sua opera quotidiana in questi 5 anni. Molto intelligente la creazione di due livelli di lettura: il primo, il cosiddetto album di foto, permette, a chi non abbia voglia e tempo di leggere, di farsi un’idea delle politiche di questi anni; il secondo invece entra nel dettaglio declinando per ogni argomento le specifiche degli interventi ed è destinato a chi voglia farsi una più completa idea sull’operato del quinquennio.
A Rho è la prima volta che questo strumento viene messo in piedi. In tantissime altre parti di Italia è ormai da alcuni mandati che viene prodotto, e vedere che anche a Rho è arrivato (al solo costo di 20.000 €, pari a poco meno di 0,65 € per elettore), è motivo di orgoglio per ciascun cittadino rhodense. Anche su questo versante Rho si allinea con le migliori pratiche presenti negli altri comuni italiani ed europei (vedi comune di Torino o di Parigi per fare qualche nome).
Ho menzionato il costo per elettore (circa 33.000 quelli a Rho se non erro) perché proprio a lui è rivolto. Infatti attraverso questo strumento si è in grado di poter giudicare l’operato dell’attuale amministrazione con serietà e fuori da ogni propaganda politica di ogni sorte. Sullo stesso sito del comune è possibile trovare il programma presentato 5 anni fa e confrontarlo con il bilancio di mandato. In questo modo ciascuno all’interno delle proprie mura domestiche potrà misurare se quelle promesse sono state esaudite, trovando ciò che di meno o di più è stato fatto. Non esiste altra fonte di informazione più corretta e non vincolata di questa! Il bilancio di mandato non è infatti un’autocelebrazione della stessa giunta, ma il concentrato dei risultati conseguiti e degli obiettivi mancati in questi anni (lo dimostrano le stesse foto: in solo 26 di queste è presente il sindaco su un totale di 256 per una percentuale di poco superiore al 10 %). Credo che ciascun elettore rhodense sia ben contento che 65 centesimi delle sue tasse vengano utilizzati per redarre questo materiale d’avanguardia!
Questo strumento è inserito infatti nell’ottica di una più forte partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Infatti introduce elementi di trasparenza e di controllo sui politici. Elementi che spesso sono motivi per i quali ci si allontana dalle istituzioni o si guarda a esse con diffidenza. Lo sforzo credo sia stato davvero forte nel costruire un libretto fuori da ogni gioco politico. Mi piacerebbe (per dimostrare questo) fare un sondaggio all’interno dell’apparato amministrativo (ricordo a tutti che questo non ha colore politico) nel quale viene chiesto se si condivide ciò che sta scritto sulla relazione di fine mandato, oppure molto più semplicemente ciascuno di noi può confrontare con la realtà i dati riportati e le parole scritte.
Non vedo quindi nessuno scandalo in tutto questo (come intitolato da un giornale locale), anzi un forte passo in avanti per i motivi sopra citati! E spero che tra 5 anni si possa giungere a una relazione di fine mandato ancora più completa con un bilancio partecipato, ovvero un’evoluzione di quello che è da pochi giorni entrato nelle case di tutti i rhodensi.
Come tanti di voi sapranno già, studio economia per le amministrazioni pubbliche e frequento quindi ogni giorno un campus internazionale nel quale mi confronto con tante best practice d’Europa, e vedere che il mio comune si allinea con tantissime altre realtà europee sul tema della partecipazione dei cittadini mi rende orgoglioso e fiero di abitare nella nostra cara Rho!

venerdì 16 marzo 2007

VERSO LA CITTA' METROPOLITANA MILANESE

Lo scorso gennaio è stata data delega al Governo per quanto riguarda l'attuazione degli articoli 117, secondo comma lettera p), e 118, primo e secondo comma, concernenti l'istituzione delle città metropolitane in seguito al loro inserimento nella carta costituzionale con una legge del 2001.
La Città Metropolitana vuole essere ulteriore strumento di governo del territorio in sostituzione alla Provincia, che in questi anni ha dimostrato più di qualche limite nel non saper far fronte alle sfide. Non è quindi un ulteriore livello e apparato burocratico, ma una sostituzione sostanziale anche nelle funzioni a essa attribuibite. Da un lato si chiedono maggiori poteri e responsabilità per quanto riguarda i problemi che trovano il loro centro in Milano, ma che coinvolgono tutto l'hinterland, e dall'altro un passaggio di alcune funzioni marginali che creano invece dei rallentamenti nei processi decisionali.
Personalmente vedo con molto favore la nascita di questa nuova istituzione poichè, per territori come il nostro, essa può costituire la soluzione a problemi strutturali come il traffico, lo sviluppo economico, l'ambiente e le situazioni di disagio sociale. Su questi temi (che sono poi strettamente collegati) si può imperniare l'intera azione politica e amministrativa del nuovo ente. Se si avrà il coraggio di affidare alla città metropolitana questi compiti e responsabilità in maniera piena e con tutti i relativi poteri di attuazione delle proprie politiche, allora riusciremo a trasformare la nostra ormai vecchia Provincia in una nuova Città Metropolitana. In questo cambiamento credo sia essenziale mettere bene in evidenza ciò che il nuovo organo sarà chiamato a fare. Oggi in pochi sanno quali funzioni e quali poteri sono attribuiti specificatamente alle province e per questo, spesso, non le sentiamo vicine e non riusciamo a misurare l'efficacia delle proprie azioni. Con questo passaggio possiamo mettere bene in evidenza ciò che sarà chiamata a fare la nuova istituzione, in modo da rendere il controllo da parte dei cittadini più trasparente e partecipativo.
Speriamo che ci sia questo coraggio nei nostri governanti affinchè il cittadino guadagni qualcosa da questo cambiamento.

Vi inserisco due link, il primo riguarda un documento dell'Anci sulla legge delega data al governo, mentre il secondo riguarda un progetto messo in piedi dalla Provincia di Milano per sensibilizzare al tema in questione:
http://www.anci.it/riformacostituzione/NOTA_SU_SCHEMA_DI_DISEGNO_DI_LEGGE.htm
http://www.cittadicitta.it/home.htm
Rimane sempre valido il mio invito a lasciare un vostro commento se ne avete voglia!

venerdì 9 marzo 2007

EXPO 2015 PER UNA STRATEGIA E UN SOGNO PER TUTTA RHO

Inserisco la lettera pubblicata sull'odierno numero di Settegiorni da me inviata. Buona lettura!
Ho letto attentamente la lettera del signor Genesio Rossi apparsa sul vostro numero del 9 febbraio. Tra le caratteristiche che mi hanno colpito, oltre alla pura propaganda politica, è la posizione di passività nella quale si trova la sua idea. Quando parla della ricaduta della fiera, narra come se il signor Fiera avrebbe dovuto presentarsi alla sua porta di casa offrendogli un mega lavoro e una mega opportunità per il suo futuro professionale. Purtroppo in questo tranello è caduto anche il giornale locale, presentando spesso e volentieri nelle pagine di Rho e Pero, come questa ricaduta non sia percepita dai cittadini, andando a svolgere le sue indagini con modalità non sempre statisticamente corretta. Ad esempio, venivano riportati spesso gli interventi di negozianti che non sono, per loro natura merceologica e strutturale di settore, particolarmente coinvolti in eventi fieristici, oppure interviste ai cittadini in ore lavorative su un campione del tutto casuale.
Insomma, la Fiera è un’opportunità se siamo noi a muoverci. Se siamo noi ad andare a bussare alla porta dell’ufficio del signor Fiera informandoci e sfruttando in questo modo il suo insediamento nel nostro territorio. La Fiera, inoltre, funge da volano per l’economia locale senza dubbio. Il signor Rossi mette bene in evidenza i punti di forza aggiuntivi per il nostro sistema produttivo. Le infrastrutture della zona stanno subendo un completo stravolgimento e, una volta portate a termine, saremo in grado di muoverci più velocemente e far correre meglio i nostri prodotti e le nostre merci sul territorio. In tutto questo sul nostro territorio saremo anche dotati di una stazione di interscambio ferroviario tra il sistema ad alta velocità e il sistema regionale di trasporti. Con questa nuova fermata ferroviaria sarà anche molto più facile utilizzare e accedere all’adiacente stazione metropolitana, oggi poco utilizzata dai rhodensi.
In tutto questo mutamento che connette Rho al resto del mondo, l’amministrazione comunale (intesa anche e soprattutto come quel gruppo di 200 persone che ogni giorno lavorano per noi e non hanno un colore politico) ha saputo governare la sfida di mantenere la nostra città a grandezza d’uomo. Chiunque passeggi tranquillo per il centro cittadino guardando le vetrine o si muova in periferia, tutto può pensare tranne che alla Fiera! Questo evento non ha portato grossi problemi in città. Quelli emersi sulla sicurezza e l’immigrazione sono in perfetta linea con un andamento generale della società europea. Anche l’aumento del valore delle abitazioni, arriva da una bolla speculativa che ha visto i suoi natali negli Stati Uniti d’America e ha trascinato con sé l’intera Europa. A Rho non vi è stato nessun effetto Fiera sulle abitazioni. E’ stato un semplice luogo comune cavalcato da coloro interessati a farlo e spesso davvero poco istruiti e consapevoli di ciò che dicevano o scrivevano. Il prezzo delle abitazioni ormai si è stabilizzato e così rimarrà tale per lungo tempo. Questo equivale a un deprezzamento reale delle abitazioni a cui assisteremo nei prossimi anni, che permetterà un migliore accesso all’acquisto da parte delle fasce deboli della popolazione. Ci sono anche altri aspetti che varrebbe la pena sottolineare e approfondire, ma più di tutto mi preme sottolineare come noi possiamo essere protagonisti in questi cambiamenti del territorio solo se giochiamo in prima persona. Il settore pubblico può creare le condizioni affinché ci sia sviluppo, ma rimane al singolo cittadino muoversi per cogliere queste possibilità. A Rho in questi anni sono state messe in piedi varie iniziative di incentivo per lo sviluppo economico territoriale prima mai state presenti. Sono nuove opportunità disponibili per tutti i cittadini.
In questo contesto si inserisce l’Expo 2015. Un’altra grande opportunità. Siamo in vista delle elezioni e le varie compagini elettorali ne dovranno sicuramente tenere conto. Mi piacerebbe che questo Expo 2015 sia inserito in un progetto molto più ampio. Sarebbe bello se le coalizioni politiche presentassero un piano strategico per la Rho del 2020. Un progetto per sognare e immaginare la nostra Rho tra 13 anni! Un progetto a lungo termine che tutti i cittadini sentano proprio e a cui tanti possano contribuire fattivamente con le proprie idee e le proprie aspirazioni. In quel caso l’Expo rappresenterebbe solo una piccola parte di un qualcosa di molto più ampio. Si risolverebbe inoltre l’eventuale problema dell’individuazione e del riutilizzo delle aree coinvolte nell’esposizione universale. Ma sarebbe soprattutto un modo per sognare e costruire una città più bella, moderna e accogliente dove ciascuno possa trovare il proprio spazio e ricercare la propria felicità.
Concludo citando un fatto di cronaca. Il sindaco di Roma Walter Veltroni, rispondendo alle provocazioni di un noto personaggio politico, ha dichiarato che chiunque può fare critiche sulla sua persona, ma la sua città deve essere lasciata stare. Ecco: ci vuole proprio questo! Ritrovare l’appartenenza alla nostra città! Non a un gruppo o personaggio politico. Quello è solo un tramite! Ritroviamo e riscopriamo la bellezza della nostra città, costruiamo un sogno per lei e amiamola ogni giorno di più.

domenica 18 febbraio 2007

BILANCIO SOCIALE E...

Giovedì scorso in auditorium è stato presentato il bilancio sociale dei servizi sociali del comune di Rho per la prima volta nella sua storia. Attraverso questo strumento è possibile misurare, e di conseguenza anche valutare, l’azione delle politiche pubbliche messe in atto. Come si evince da questa prima pubblicazione, il comune di Rho si pone all’avanguardia dell’azione amministrativa verso le situazioni di difficoltà presenti sul territorio. Dalla comparazione del 2005 con il 2006, si evince come i livelli di assistenza si mantengono pressoché invariati in alcuni casi e aumentano notevolmente in altri. Tutto questo in uno scenario che vede un organico minore e fondi quasi immutati (certamente aumentati in misura inferiore all’inflazione) rispetto al 2001. Sono state operate politiche certamente di risparmio e di migliore efficienza dei servizi, che per i cittadini si sono trasformate in aumenti di efficacia dei servizi.
Lodevole quindi da parte dell’amministrazione trovare le risorse per mettere in piedi uno strumento che, oltre ad avvicinare i cittadini alle istituzioni, permette alle istituzioni di misurarsi con se stesse e in particolare con i propri limiti e mancanze. Tutto questo dovrebbe entrare in una cultura politica che si abitui a misurare l’efficacia delle proprie politiche messe in atto. Non solo dove si sa di essere bravi, ma anche dove esistono i maggiori cavilli della propria azione. Spero quindi che negli anni a seguire, si provveda ad ampliare il bilancio sociale con tutti i servizi che l’amministrazione rhodense eroga ogni giorno ai cittadini, migliorando sempre più se stessa. Un bilancio sociale che serve in prima battuta ai cittadini per poter valutare i propri dipendenti (sindaco, assessore, consiglieri comunali, …), e in seconda istanza, ma non meno importante, per responsabilizzare gli operatori comunali a tutti i livelli, perché si rendano conto del valore sociale del loro lavoro e competano positivamente al miglioramento dei risultati anno dopo anno.

Rimando al link del bilancio sociale del comune di Rho:
http://www.comune.rho.mi.it/download/Bilancio_sociale_Rho_06.pdf
Per maggiori chiarimenti scrivetemi anche al mio indirizzo mail: andrea.ugo86@gmail.com

martedì 13 febbraio 2007

NUOVO PALAZZO DEL LAVORO A RHO

Ieri mattina sono stato all’inaugurazione del nuovo Palazzo del Lavoro a Rho in via Villafranca che prende il posto del vecchio e polveroso Ufficio di Collocamento. In un’unica sede ora è possibile far incrociare l’offerta e la domanda di lavoro in modo da combattere, per quello che ci è possibile, la disoccupazione.
Mi sembra molto importante questo intervento per varie ragioni (alcune di queste sono anche state riprese dagli interventi alla tavola rotonda di ieri mattina):
- senza dubbio, attraverso il passaggio dall’Ufficio di Collocamento al nuovo Centro per l’impiego, non cambia solo il nome, ma cambia anche tutto il modo di lavorare di questo apparato. Una volta accortisi che gli uffici di collocamento servivano solo ad accumulare carte e polvere, ecco che spunta una nuova idea: il Centro per l’Impiego. Qui solo in ultima istanza si pensa a trovare il posto di lavoro. Prima il disoccupato fa un colloquio individuale con un operatore, nel quale delinea la strategia da seguire per trovare l’impiego più adatto alle sue aspettative. In questo colloquio può essere fatta anche la scelta di avviare un percorso di riqualificazione professionale attraverso l’offerta formativa della Fondazione Clerici, presente nella stessa struttura con corsi di formazione. Quindi colui che si accosta al centro per l’impiego troverà per prima cosa qualcuno disponibile ad ascoltarlo e aiutarlo in modo che il nostro disoccupato non ripieghi su lavoretti pur di tirare a casa quattro soldini, ma percorra una strada specifica che lo reinserisca in maniera adeguata nel mondo del lavoro con nuove competenze e nuove energie.
- nel nuovo Palazzo del Lavoro ci sarà un’accentramento degli sportelli pubblici atti a favorire l’occupazione del nostro territorio. Nella struttura infatti troveranno luogo anche gli uffici comunali, la cui sede precedente era il Centrho. E’importante come gli sforzi di provincia e comune siano concentrati in un’unica organizzazione in modo da favorire sia le economie di scala, sia l’efficacia delle politiche del lavoro.
- la scelta di riutilizzare una struttura già esistente, invece di costruire ex novo erodendo terreno vergine, è segno di attenzione per il territorio. Proprio quest’oggi percorrevo via Mattei in direzione Pregnanza e alla mia destra si vedevano questi campi verdi con gli alberelli appena piantati della pista ciclabile che contrastavano con il cielo azzurro di questa giornata primaverile. Dentro di me mi è preso un senso di stupore per la bellezza di quel paesaggio. I campi intorno a Rho credo che debbano essere preservati per fare in modo che anche i nostri figli potranno vedere lo scorcio di verde che circonda Rho.
Queste sono le tre idee che mi hanno stimolato coloro che hanno parlato alla tavola rotonda. Vi allego qui sotto alcuni link che richiamano il tema della disoccupazione. Buona visione!
http://sintesi.provincia.milano.it/portalemilano/
http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=641390

mercoledì 10 gennaio 2007

LA TARIFFA SUI RIFIUTI A RHO

Carissimi amici,
sullo spunto di varie lamentele lette sui giornali quest’anno e soprattutto dopo una lettera apparsa su Settegiorni due settimane fa, mi sono voluto addentrare nel complicato mondo della tariffa sui rifiuti.
Da una semplice curiosità che è nata in me, ne è scaturito un lavoro abbastanza corposo che potete trovare accedendovi dal link: http://mio.discoremoto.alice.it/ugo86
Sarà per alcuni tratti complesso, soprattutto la parte riguardante tutte le cifre, però volevo comunque condividerlo con voi.
Rimango sempre a vostra disposizione qui sul blog oppure direttamente via mail al mio indirizzo andrea.orla@infinito.it
Un caro saluto a tutti voi!
Andrea

martedì 26 dicembre 2006

IL BISOGNO DI CULTURA DEI RHODENSI

Sono rimasto molto sorpreso quando un mese fa circa, passando come di consueto per la piazza verso le 13,15 per recarmi alla stazione, di vedere davanti al CentRho un’insolita coda. Mi sono detto: “Strano…” Poi pensandoci bene mi sono ricordato che quello stesso giorno alle 17 o alle 18 sarebbe cominciata la vendita degli abbonamenti per la stagione teatrale promossa dal comune! Sono rimasto quindi sorpreso e affascinato dalla richiesta che ha provocato questa offerta culturale! Facendo mente locale, anche l’anno prima si era verificata la stessa scena!
Questo sicuramente è merito di un assessorato alla cultura molto attento a fornire secondo le sue possibilità un’offerta ampia e di alto livello! Però, come ho appena scritto, secondo le sue possibilità! Già, perché a fronte di una forte domanda da parte dei cittadini ci ritroviamo senza infrastrutture adeguate per soddisfarla completamente! Ho anche appena letto che nel programma triennale delle opere pubbliche è inserito uno stanziamento per l’ampliamento dell’auditorium di via Meda, segno che è un bisogno percepito dalla nostra amministrazione e a cui si sta già pensando a qualcosa per migliorare spazi e sicuramente per lanciare nuovi contenuti! Anche l’editoriale del nostro sindaco su Rho Città parla di questo. Vi invito a dare un occhio!
Di certo non si può ampliare una struttura che non ha molto spazio intorno a sé! Per questo mi immaginavo un nuovo auditorium magari da affiancare/integrare nell’area del futuro palazzetto dello sport di cui si accenna nel piano triennale delle opere pubbliche adeguato alle nuove esigenze non solo di capienza ma anche di strutture teatrali e cinematografiche. E soprattutto riguardo a quest’ultimo per riempire un vuoto che la nostra città possiede causa il mercato poco appetibile per i privati per la vicinanza alla grande Milano. Quindi proporrei di costruire ex-novo un auditorium usando il project-finance ovvero con l’apporto parziale o totale di capitale privato. Non so in quale modo questo possa avvenire o quale area potrebbe essere adeguata alla soluzione, però mi piaceva l’idea di avere un auditorium più grande e nuovo con attrezzature all’avanguardia. Magari prevedendo la successiva chiusura dell’attuale auditorium che ripensato e stravolto completamente può essere il luogo per una palazzina adibita ad usi amministrativi all’interno però di una più ampia revisione del patrimonio comunale!
Un sogno e un’idea… volevo condividerla con voi! Cosa ne pensate dell’offerta culturale rhodense? Pensate debba essere ampliata? Se sì in quale modo?

domenica 10 dicembre 2006

PRONTI, PARTENZA... VIA!

Eccoci di nuovo pronti per un’altra sfida elettorale! Dopo 5 anni è tempo di scelte per i cittadini rhodensi e il via lo ha dato il settimanale locale che con un’intervista al nostro sindaco prima e una al futuro sfidante poi ha proiettato tutti con la mente a quando questa primavera ci recheremo alle urne, magari già solo con pantaloncini e maglietta, per depositare nell’urna la nostra scelta! Ci aspettano quindi mesi senza esclusione di colpi in cui la politica rhodense farà il suo corso! Le premesse per un buon confronto credo che ci siano tutte! Speriamo che non si inquini il dibattito con parole troppo forti che portano a divisioni e a estremizzazioni delle idee! Nelle amministrative credo che sia molto più importante la persona che il partito di appartenenza di questa! Lasciamo quindi le persone libere di esprimere la propria opinione… la propria visione attuale e futura di Rho! Noi cittadini chiamati a un ruolo attivo sin da ora, mettiamoci in ascolto togliendo magari qualche pregiudizio su quella o quell’altra parte politica! D’altronde i pregiudizi esistono per essere smontati e per farne dei giudizi veri e propri! L’ascolto è quindi fondamentale! Nel momento in cui noi ci mettiamo in silenzio per ascoltare, le parti politiche devono parlare di contenuti e di idee che si tramutano in progetti! Da qui possiamo partire consci che l’elezione di una o dell’altra parte porterà quasi sicuramente del bene e del buono a Rho parlando di contenuti! Mi auguro e auspico che il silenzio possa servire veramente per far parlare la politica… un mondo in cui tutti la sanno più lunga degli altri oggi più che mai ha bisogno di essere ascoltata dai cittadini! E il modo migliore per mettersi in ascolto è fare silenzio entrando nella logica dell’opinione diversa dalla nostra! Cercando di comprendere l’altro ancora prima di averlo giudicato è il segreto per costruire tutti insieme qualcosa di meglio!

venerdì 24 novembre 2006

POSTE, DOLCE CASA!

Vi posto come primo intervento della categoria una lettera che ho scritto al quotidiano locale Settegiorni sul servizio offerto dalle Poste in particolare l’ufficio di Rho Centro all’inizio di giugno. eccola qui:

Sono un ragazzo appassionato e anche studioso di tutti i servizi pubblici offerti al cittadino e che periodicamente si reca all’Ufficio Postale di Rho Centro per compiere varie commissioni. Ho seguito con interesse gli articoli apparsi negli ultimi due numeri sulla vostra testata nel quale dapprima veniva criticato il suddetto ufficio postale per le lunghe code facendo in particolare riferimento a una giornata terribile e poi successivamente è apparsa l’intervista a un dipendente delle Poste.
Sinceramente, da cliente del servizio offerto, non mi sono mai lamentato e, quando c’è da fare la coda (cosa non frequente ultimamente), mi diverto davvero tanto a sentire la gente lamentarsi affidandosi ai soliti luoghi comuni e adducendo critiche prive di argomentazioni che lasciano il tempo che trovano. Troviamo dall’anziano che non può aspettare 30 minuti perché ha i suoi giri da fare alla classica “donna manager” che sembra che da lei dipendano i destini dell’umanità da quanto dice di essere impegnata.
Volevo per prima cosa mettere in risalto e fare presente a tutti coloro che si rivolgono alle Poste, un dato riguardante il costo del servizio. Come tutti ben sappiamo la commissione allo sportello costa € 1: cosa direi molto conveniente, se la confrontiamo con la commissione che pagheremmo alla nostra banca di fiducia per effettuare la stessa operazione (di solito va dai 3 euro in su). Quindi mi rivolgo alla nostra donna manager che se è tanto impegnata come dice, può tranquillamente rivolgersi alla propria banca e nel giro di 5 minuti (di solito nelle banche ben organizzate l’attesa di norma è questa) fare tutto ciò che vuole risparmiando oltre la strada per la posta anche un po’ di propria salute per la tranquillità acquisita!
Un secondo punto è quello dei servizi on-line che le Poste ormai da qualche tempo hanno attivato sul web! Con una semplice registrazione è possibile sia per le imprese che per i cittadini, fare quasi tutte le operazioni disponibili anche presso lo sportello fisico. Credo sia una potenzialità enorme questa, ma non ancora sfruttata a pieno dai cittadini e nello stesso tempo non troppo pubblicizzata dalla stessa azienda!
Quindi, miei cari concittadini tanto allergici al servizio postale, credo che di soluzioni alternative ne esistano davvero tante, basta muoversi un po’ e guardarsi intorno! Se poi, comunque sia, torniamo sempre alle Poste significa che se anche ci lamentiamo e i nostri nervi salgono a fior di pelle, in fondo questa rimane la soluzione ancora più comoda e che ci soddisfa di più!
Un’ultima cosa invece vorrei rivolgerla al dipendente delle Poste che mette in evidenza nella sua intervista l’impeccabile efficienza interna dell’ufficio nel quale opera! Certamente ha ragione, perché credo che basti guardare al di là del vetro per verificare nei fatti tutto ciò che dice! Poi anche gli stessi dipendenti sono proprio persone gentili quasi sempre disposti ad aiutarti se ti rivolgi a loro con garbo e cortesia! Però, provo a domandare, cosa interessa al cliente che l’ufficio sia efficiente? Al cliente interessa l’efficacia del servizio! Ovvero non interessa quanto al vostro interno minimizzate i costi e con scarse risorse riuscite a far fronte a tutti i bisogni, ma interessa che grazie a questa efficienza riesca a rispondere al suo bisogno secondo quanto si aspetta di trovare! Al cliente interessa a esempio che il tempo di attesa non superi un determinato limite, che chi si trova di fronte a lui allo sportello lo accolga e lo aiuti se ha qualche difficoltà, che trovi informazioni sulle procedure da seguire per raggiungere il suo obiettivo! Quindi va misurata oltre all’efficienza (cosa molto importante) anche l’efficacia, nell’ottica di un servizio pubblico sempre più client-oriented, e che si tolga la parola utente e si introduca appunto quella di cliente! Dove l’utente è colui abbandonato al suo destino, mentre il cliente viene “cullato” da quando varca la soglia della porta! Anche questo cambio di mentalità credo sia proprio necessario per far sì che il nostro anziano e la nostra donna manager ritrovino serenità e siano contenti di venire a pagare un bollettino o spedire un pacco proprio come lo sono io!
Andrea Orlandi

Approfondimenti
www.poste.it (vi consiglio di scoprire quanti servizi postali possono essere erogati via internet)
Il sito oppure i documenti della vostra banca di fiducia sull’opportunità di svolgere alcune operazioni postali in banca con il relativo costo.Sito dei diretti concorrenti di Poste Italiane www.tnt.it www.bartolini.it