"Lei sta all'orizzonte: mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi, e l'orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve l'utopia? A questo serve: a camminare!"
(Eduardo Galeano)

domenica 30 marzo 2008

ZUCCHETTI E IL GIOCO DELLA MOSCA CIECA, MUTA E SORDA


Sono passati ormai alcuni giorni dall’approvazione del bilancio e in questo tempo pensavo a quello che è accaduto in aula mercoledì scorso, sia per quanto riguarda il bilancio in sé sia per la discussione (o meglio per la non-discussione).
Un bilancio con un unico protagonista: i piani integrati di intervento. Già, ma cosa sono i piani integrati di intervento? La nostra città, come tutte le altre città d’Italia possiede un piano regolatore, ovvero una grandissima mappa di tutta Rho dove per ciascun riquadro di terra viene segnalato cosa il proprietario può fare sul suo terreno. Ad esempio indica se quel terreno deve rimanere coltivato oppure puoi costruirci qualcosa, se puoi costruirci allora ti dice se puoi fare una casa oppure una fabbrica e infine ti dice quanto grosso puoi fare il tuo fabbricato. Tutto questo con una logica e un equilibrio studiato e deciso appositamente per far stare in piedi la città e per cercare di localizzare sul territorio funzioni strategiche per il suo sviluppo. I piani integrati di intervento sono delle deroghe concesse a questo mega piano regolatore che permette di cambiare destinazione d’uso del lembo di terra che si possiede dietro la corresponsione di una data cifra in denaro. Capite che si tratta di modificare nel particolare quel disegno complessivo di città che si aveva in mente. I piani integrati di intervento sono ottimi per recuperare aree abbandonate e improduttive dove non si effettuata più nessuna attività recuperandole dando loro nuova vita, mentre contemporaneamente costituiscono un pericolo per l’equilibrio complessivo della città. Infatti intervenendo con moltissimi piani di questo genere si è anche in grado di cambiare completamente volto a una città. Far sorgere grattacieli dove prima c’erano fabbriche, vedere terreni immacolati sui quali si scatenano le voglie speculative e via dicendo. Il tutto però senza modificare (tranne in quelle specifiche aree) il piano regolatore generale. Vengono a cambiare del tutto quindi gli equilibri perché una data opera non possiede compensazioni di tipo strategico al suo interno, ma solo finanziarie. Quindi denaro, non scelta di allocazione generale efficiente di funzioni sul territorio. Bisogna prestare grossa attenzione a questi cambiamenti. E soprattutto occorre guidare nel migliore dei modi questi grossissimi cambiamenti che una città come Rho sembrerebbe dovrà affrontare nei prossimi anni. Già, ma a fronte della complessità di questo discorso la scorsa sera in consiglio comunale è sembrata mancare quella vision all’interno della maggioranza che permette di governare questi mutamenti urbanistici. Manca un progetto e un disegno generale all’interno del quale allocare questi interventi di carattere particolare. E’ stato un po’ come giocare a mosca cieca dove ci si muove a tentoni senza guardare e aspettando gli eventi. Un comportamento nocivo per tutta la città il fatto che la giunta Zucchetti non abbia saputo dare una risposta a questo interrogativo di assoluta primaria importanza.
E qui arriva il secondo punto che in questi giorni mi ha fatto riflettere: il mancato dibattito in aula del bilancio. Un comportamento che ha visto la maggioranza non difendere mai le proprie scelte di bilancio e neppure fare la dichiarazione di voto favorevole al bilancio. Viene lecito di domandarsi se qualche consigliere di maggioranza abbia mai letto il bilancio e quale sia stato il processo democratico che ha portato alla sua formazione. Per chi, come me, crede nell’importanza del confronto con l’altro (il diverso da me) e che crede che l’altro sia una risorsa prima da scoprire e poi da valorizzare, questo rappresenta uno schiaffo alla democrazia. La nostra società è composta da tante sensibilità che solo attraverso il libero dibattito e confronto riescono a trovare il meglio e perseguire nel miglior modo possibile la meta del bene comune. Evidentemente l’attuale maggioranza vede l’altro come un pericolo e una minaccia al quale far fronte attraverso il silenzio e la sordità. Viene lecito chiedersi: “A furia di giocare a mosca cieca non avranno mica inventato un nuovo gioco, il gioco della mosca muta e sorda?”, gioco che è vero esempio di come questa maggioranza non sappia confrontarsi con chi ha di fronte.
Queste le mie riflessioni a freddo sulla nottata di approvazione di bilancio. Vi invito come al solito a lasciare qualche commento se ne avete voglia.

1 commento:

  1. antonio pullano8 aprile 2008 22:28

    caro andrea ho letto il tuo commento sul consiglio comunale,ti voglio esprimere i miei complimenti x il tuo modo semplice di esporre problemi tanto complicati e di difficile comprensione x i non addetti ai lavori, sei riuscito a far capire anche a me cos'è un piano regolatore e un piano integrato,ai una dote che ritengo sia poco comune quella di scivere semplice e comprensibbile,mi capita molte volte di leggere alcuni articoli che dopo averli letti due o più volte non ho capito niente,prosegui con questa tua semplicità diventerai un grande ciao antonio pullano

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