(Eduardo Galeano)
mercoledì 13 ottobre 2010
FERMIAMO L'ACCORDO DI PROGRAMMA!
mercoledì 15 settembre 2010
INTERVENTO CONSIGLIO COMUNALE SULLA MAFIA
si allarghi e accresca la propria influenza e il proprio potere
sabato 28 novembre 2009
CROCIFISSO - INTERVENTO CONSIGLIO COMUNALE
Testimonianza, non simbolo.
Il crocifisso non è un simbolo, ma rappresenta una testimonianza per la nostra società democratica. Come scordare i vari Dossetti, Lazzati, Moro, De Gasperi, che hanno avuto un ruolo centrale nella promulgazione di principi cristiani che oggi sono un valore culturale patrimonio di tutti? Discendono infatti dal pensiero di questi grandi cattolici tanti principi portanti della nostra costituzione, come il primato della persona umana, la solidarietà e la sussidiarietà. Questi sono i precisi valori che il crocifisso testimonia e che ha reso patrimonio di tutti noi italiani. Il vago richiamo al crocifisso come simbolo della nostra storia non funziona se non si lega a questi valori. Si correrebbe poi il rischio, trattando il crocifisso come mero e indefinito simbolo culturale, di normare la sua presenza nei luoghi pubblici. Essendo da tutti condiviso che l’Italia è uno stato laico, non vorrei che ci sia il crocifisso in un’aula perché lo dice la legge. Lo stato non dispone della proprietà del crocifisso, non è suo, non è la bandiera italiana o la foto del presidente della repubblica che può mettere o togliere a sua totale discrezione. Il crocifisso ci deve essere se questo esprime un sentimento condiviso e quanto meno rispettato anche dal non credente. Non ci si può rifare a leggi del 1924 e del 1927, anni in cui la presenza obbligatoria del crocifisso era utilizzata come strumento di propaganda dal partito fascista: Dio, patria, famiglia. Occorrerebbe quindi rivedere le leggi vigenti, proponendo una legge quadro che preveda norme flessibili sull’esposizione di simboli e immagini religiose nelle scuole e in tutti i luoghi pubblici, per poi affidare la sua applicazione non alle imposizioni, ma al civile confronto delle comunità interessate.
Nutrimento, non radice.
Il crocifisso non raffigura le nostre radici cristiane, ma è qualcosa di più: è uno dei nutrimenti di cui si ciba la grande pianta della nostra cultura. Mi vengono in mente le parole contenute nella lettera a Diogneto: “I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale.” Ed è proprio in queste parole la differenza tra radici e nutrimento, tra valore statico del crocifisso e stile dinamico della vita cristiana, tra l’avere e l’essere. Non conta nulla avere radici cristiane, se poi queste non si trasformano in un essere o in un comportarsi da cristiani. E’ come avere una Ferrari senza essere patentati. Posso ribadirlo tutte le volte che voglio che ho una Ferrari, ma se tanto quella rimane ferma in garage, io non ci potrò mai fare nulla e non avrà mai nessuna reale importanza nella mia quotidianità e nella mia vita. Rischiamo, secondo me, di trattare il crocifisso come questa Ferrari, lodandolo e difendendolo, ma facendolo rimanere sempre un qualcosa che è al di fuori delle decisioni che ogni giorno prendiamo, anche dentro questa aula consiliare.
Vita, non tradizione
Il crocifisso non è una tradizione, non è come il panettone che a Natale non manca mai in tavola. La croce è il simbolo per eccellenza dell’universalità dell’amore di Dio e dell’accoglienza aperta a tutti i popoli e a tutte le razze, specialmente le più diseredate. Dalla croce infatti discendono i quattro valori forti enunciati nella Dottrina Sociale della Chiesa: carità, verità, libertà e giustizia. Mi chiedo quanto questi valori siano realmente Vita per chi oggi si batte per difendere strenuamente il crocifisso sulle pareti delle aule delle nostre scuole. Non possiamo prescindere da ciò che quel crocifisso, che si difende spesso per tradizione, dice alla nostra vita. Immagino a come si affronta il problema dell’immigrazione, degli emarginati e dei poveri con cui la Chiesa sempre si è schierata e sempre si schiera, a differenza di alcuni partiti che hanno anche volantinato o manifestato in piazza in un passato recente contro la Chiesa stessa. Se questa sera sceglieremo il crocifisso, spero che lo sceglieremo perché è un qualcosa che a che fare con la nostra Vita e con la nostra esistenza personale, non con una tradizione che lascia il tempo che trova.
Termino citando Natalia Ginzburg, atea, le cui parole sono rimbalzate in più riflessioni raccolte in queste settimane di dibattito. Ella stessa diceva: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.” E ancora scrive: “Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell’indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade. Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l’esatto contrario del modo in cui oggi siamo e viviamo”.
mercoledì 4 novembre 2009
ILLUMINAZIONE PUBBLICA
venerdì 20 marzo 2009
INTERVENTO BILANCIO 2009
Immagini luccicanti delle strade di New York: scelte per il bilancio dell’anno scorso dall’assessore Tizzoni, il quale prospettava una nuova alba per la città. Che anche quest’anno ha stupito, ma al contrario: l’immagine in copertina mostra Rho innevata, e rappresenta bene il declino di questi mesi. Un bilancio ricchissimo di numeri: ma ben presto ci si accorge che la matematica non prende in considerazione i veri problemi della città e dei cittadini. Rimangono ai margini le questioni relative alla viabilità, alla crisi economica e, in testa a tutto, al problema casa.
Quest’anno il Comune beneficia degli introiti di Fiera, grazie alla vittoria del contenzioso avviato dalla precedente giunta Pessina (dunque centrato, nel metodo e nel merito). Un partita che in totale, compreso l’effetto indotto, frutterà alle casse comunali qualcosa come 5.500.000 euro. Che fine fanno, questi 10-miliardi-10 delle buone vecchie lire? Quali sono i benefici che ricadono sui cittadini, almeno in questo compensati dei disagi troppo spesso subiti? Sono soldi che finiscono per perdersi nei meandri del bilancio senza alcuna scelta politica mirata ed evidente sulla loro destinazione. Anche di fronte all’attuale crisi economica non si è cercato di dare una risposta concreta. Solo in extremis la maggioranza ha approvato un emendamento, stanziando 200.000 euro per le famiglie in difficoltà, incalzata dalla proposta presentata del PD, che prevedeva di destinare un sostegno tangibile, alle famiglie e alle piccole-medie imprese in difficoltà: 1 milione di euro.
Ma ci sono molti dettagli rivelatori di scelte più che discutibili: 22.000 euro il costo del cerimoniale (?), a fronte di solo 16.000 euro per banchi e attrezzature nelle nostre scuole; o l’opzione di mantenere i servizi decentrati dell’anagrafe: nel 2008, su 124 giorni di apertura si sono rilasciati 112 certificati (meno di uno al giorno), per un impegno di 15.000 euro (più di 100 euro per ogni certificato!).
Dopo mesi di travaglio per questa Amministrazione, che ha perso un pezzo dopo l’altro, ci si sente davvero lontani da una nuova alba per la città. Stiamo piuttosto assistendo al lento tramonto di una Giunta che non ha dimostrato di avere nulla della capacità progettuale e amministrativa sbandierata in campagna elettorale: e un bilancio grigio passato di misura (con 16 voti, quello del Sindaco compreso) ne è solo l’ennesima conferma.
giovedì 29 gennaio 2009
INTERVENTO SUI DISAGI DEI BUONI PASTO
giovedì 27 novembre 2008
ASSESTAMENTO DI BILANCIO - L'INDEBITAMENTO
giovedì 25 settembre 2008
INTERVENTO VARIAZIONI DI BILANCIO
1. Innanzitutto viene portata a termine la variazione con cui le mancate entrate nelle casse comunali per l’ICI, vengono sostituite dai trasferimenti del Governo. Su questo punto occorre la massima attenzione e vigilanza, poiché a oggi non esiste ancora una circolare ministeriale che riporta esattamente la somma attribuita a ciascun comune. Così facendo potremmo ritrovarci alla fine dell’anno senza aver incassato tutti i soldi che spettano al comune di Rho. Inoltre credo che il metodo utilizzato dal Governo per ripianare il mancato gettito ICI non sia assolutamente equo. Infatti i comuni che in questi anni hanno messo in atto politiche di taglio sui costi con un conseguente mantenimento delle imposte locali, oggi si vedono arrivare fondi dallo Stato di gran lunga inferiori rispetto ai comuni che in questi anni non sono riusciti a tagliare le spese e quindi hanno tenuto alte le loro imposte.
2. Il secondo punto è sicuramente quello più preoccupante. Infatti da queste variazioni emerge che mancano i fondi per pagare le rette dei disabili e degli anziani ricoverati in struttura. Ad esempio, per i disabili l’assessore competente (Pellegrini) aveva richiesto 180.000 euro per arrivare fino a fine anno, ma sono stati stanziati solo 100.000 euro. Sul fronte anziani invece la richiesta era stata di 40.000 euro, ma lo stanziamento è stato di solo 10.000 euro. Mancano all’appello quindi più di 100.000 euro per servizi che sono essenziali. Questo dimostra anche quanto il tema delle politiche per la persona siano di scarsa e minima importanza per almeno una parte di questa maggioranza.
giovedì 22 maggio 2008
IL CENTRODESTRA RHODENSE E I GIOVANI
giovedì 27 marzo 2008
INTERVENTO BILANCIO 2008
Volevo cominciare il mio intervento mettendo in evidenza quello che è il significato politico, nel senso più ampio del termine, che riveste l’approvazione del bilancio di previsione.
Credo infatti che questo atto del consiglio comunale sia uno dei più alti della sua attività. Infatti il bilancio delinea le linee e gli interventi che in maniera concreta e puntuale saranno svolti dall’istituzione comunale. Esso dimostra come i soldi dei cittadini vengano utilizzati e quindi come ciascuna persona contribuisce a costruire il bene comune della nostra città. Infatti la parte delle entrate, in fondo, non è nient’altro che la parte di lavoro (quantificata poi con il denaro), che ciascuno destina alle funzioni generali, e non particolari, della propria città, mentre la parte di spese è come questo lavoro accumulato (sempre quantificato in denaro) viene poi utilizzato per i vari progetti messi in atto dall’apparato pubblico. Credo sia davvero importante tenere presente questa cosa, per ricordarci che dietro a ogni numero e a ogni cifra che noi oggi andiamo a determinare con il nostro voto, ci sta il lavoro e la fatica dei nostri concittadini e delle nostre imprese che ogni giorno producono e vivono sul nostro territorio. Non scordiamoci questa dimensione umana del bilancio che dà veramente valore alla somma dei flussi finanziari determinati nello schema di bilancio.
Veniamo ora invece al merito del bilancio di previsione 2008, partendo dall’aspetto finanziario che emerge dai documenti contabili. Sono 3 le preoccupazioni destatemi dal bilancio: la prima risiede nell’indebitamento sempre crescente a cui il comune andrà incontro nei prossimi 3 anni. Come si evince dalle varie tabelle infatti lo stock di indebitamento passerà dagli attuali 101 milioni di euro ai 116 milioni di euro del 2010, con un aumento quindi del 15 % dell’indebitamento totale del comune. Tale aumento inciderà sulla spesa in maniera preponderante facendo passare gli oneri derivanti da indebitamento (interessi + rimborso quota capitale) da 8.850.000 di euro a 10.800.000 di euro, aumentando quindi del 22%. In particolare l’incidenza degli interessi passivi sulla spesa corrente passerà dall’odierno 9,82% all’11,26%, aumentando anche qui di quasi il 15%. Questi tre dati sono il segnale di quale sia la politica di bilancio più rilevante programmata per il triennio, e cioè l’indebitamento delle casse comunali a scapito delle generazioni come la mia, ovvero le persone più giovani che domani si ritroveranno questi mutui da pagare, frutto delle decisioni del presente. La spesa corrente inoltre viene finanziata con una quota rilevante degli oneri da concessioni edilizie (66%) e si mantiene su questo livello per i prossimi anni. Ricordo a tutti che questo tipo di fonte di finanziamento è e rimane un’eccezione di legge e di anno in anno viene determinato il suo ammontare massimo: oggi al 75%, ma domani potrebbe scendere determinando difficoltà a tenere in equilibrio il bilancio.
Secondo aspetto che mi preoccupa sono le entrate derivanti dai piani integrati di intervento e dalla trasformazione dei diritti di superficie in diritti di proprietà. In tre anni sono stati preventivati 31.500.000 euro derivanti da PII e 9.300.000 dalla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà. Non voglio entrare nel merito dell’utilizzo di questi due strumenti, ma voglio mettere in evidenza come queste entrate si riveleranno, a mio parere, infondate e a oggi non esistono i presupposti per inserire nel BP 2008 questi soldi in entrata. Spero di essere poi smentito a fine anno, ma credo che questo non avverrà. Inoltre anche i revisori dei conti nella loro relazione mettono in evidenza come questa entrata vada attentamente e seriamente monitorata al fine di non autorizzare spesa pubblica senza avere adeguata copertura finanziaria sul lato delle entrate.
Terzo aspetto finanziario riguarda la totale assenza di utilizzo di finanza innovativa come il project finance. In un mondo in cui troviamo sempre più largo utilizzo di tale strumento per mettere in sinergia le risorse dei privati con quelle del pubblico e in un momento in cui tante banche e operatori finanziari si specializzano in questo settore, sembra incredibile che in un piano di investimenti di più di 90 milioni di euro non trovi posto neanche un euro di finanziamento attraverso project finance. Anche i riferimenti nella relazione dell’assessore sulla finanza innovativa (poi scoperta come utilizzo dei PII) appaiono del tutto inadeguati essendo i PII uno strumento che in altre parti di Europa è ormai superato e appartiene a una generazione di pianificazione territoriale vecchia. Spero che anche qui cammin facendo venga modificata la strada intrapresa con questo bilancio.
Passando all’aspetto politico del Bilancio 2008 credo che il grande protagonista da tanti atteso sia assente. Parlo delle promesse fatte in campagna elettorale e non minimamente mantenute. Infatti per quanto riguarda la tassazione scopriamo che l’ICI rimane invariata, anche se sarà approvato l’emendamento sulla diminuzione dell’ICI esso porterà un risparmio – usando una parola grossa – di circa 10 euro a famiglia. Mentre la Finanziaria 2008 dell’attuale governo dimissionario Prodi porterà una diminuzione fino a 200 euro dell’ICI. Inoltre la TIA (tariffa sui rifiuti) aumenta del 5% contro un’inflazione su due anni attestata a circa il 4%, un aumento quindi ben superiore all’adeguamento del valore all’inflazione. A proposito di TIA mi si permetta una parentesi. Con nostro grande stupore tutti i debiti proclamati a dicembre derivanti dalla situazione (che a suo tempo appariva disastrosa) dell’Aser non andranno a incidere in nessun modo, neanche per un euro, sulle scelte compiute in questo bilancio. In commissione stiamo facendo un lavoro certosino andando a sentire tutti gli attori più o meno protagonisti di questa vicenda e sta emergendo come le cifre inizialmente prospettate si stiano assottigliando e come questi pochi debiti rimanenti troveranno copertura nei bilanci comunali con gli avanzi degli anni precedenti non influendo in nessun modo sulle scelte della giunta di centrodestra che da maggio guida la nostra città.
Secondo punto politico rilevante è l’assunzione di due nuovi dirigenti che comporteranno una spesa strutturale di 250.000 euro annui per i prossimi 5 anni. Credo sia una decisione questa molto importante e che personalmente trovo azzardata poiché, se l’assunzione di un nuovo dirigente può essere discutibile e anche accettata causa la mole di lavoro che il nostro comune da quando si è insediata la Fiera sul nostro territorio deve sopportare, credo che la scelta di assumere due nuovi dirigenti sia eccessiva e tolga risorse a progetti più importanti.
Altro assente di questo bilancio sono le politiche per la famiglia. Pochissimi investimenti sulle strutture scolastiche (circa il 5% sul totale degli investimenti, una percentuale non adeguata); nessuna costruzione di piste ciclabili fino al 2010, sperando poi che in quell’anno vengano realizzate; un piano per le case comunali non solido e non adeguato ai bisogni della nostra città, in particolare a mio parere le entrate derivanti dalla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà dovrebbe essere destinato alla costruzione di nuovi alloggi comunali, come anche da voi dichiarato sul vostro programma elettorale, cosa che non si verificherà visto che appena il 30% di queste entrate saranno destinate a questo scopo. Quindi vorrei sapere dove sono le politiche per la famiglia visto che sulle scuole non si investe, sulle case lo si fa in minima parte e sulle opere come le piste ciclabili o altri luoghi che favoriscano l’utilizzo da parte dei bambini degli spazi pubblici viene tutto rimandato. Questo è un altro assente.
Vi è poi l’assenza di investimenti nella riduzione del digital divide, aspetto a mio parere oggi fondamentale. Era auspicabile, a mio parere, destinare risorse maggiori (più di quelle stanziate oggi) a quello che potrebbe essere un nodo fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio. Per una città come Rho che nel caso di vittoria dell’Expo 2015, evento per cui faccio personalmente il tifo affinché venga assegnato al nostro capoluogo, si ritroverà ad ospitare un flusso enorme di persone, credo sia importante farsi trovare anche tecnologicamente e culturalmente avanzati sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Non sono necessarie grosse somme in questo settore, ma quelle poche investite possono davvero contribuire al miglioramento della nostra società rhodense. Lo sviluppo dei servizi internet del nostro portale comunale, piuttosto che la valorizzazione dei corsi tuttora esistenti per imparare l’uso del computer, piuttosto che la creazione di aree dove sia presente il wifi sono argomenti di prioritaria importanza in un paese come il nostro che deve recuperare terreno in questo settore.
Ultimo assente è un piano energetico comunale. Nella RPP non viene menzionata la scrittura di un nuovo piano energetico come una priorità per l’attuale amministrazione. Credo sia inutile enunciare tutti gli aspetti di mero carattere strategico che assume un piano di questo genere. Mi limito qui a osservare che esso può rappresentare anche un volano economico non indifferente e che esso può aiutare a far sviluppare una cultura ambientale volta all’utilizzo oculato delle risorse naturali utilizzate quotidianamente che per definizione sono scarse e quindi da adoperare con attenzione.
Concludo citando ciò che di positivo è contenuto in particolare nella Relazione Previsionale e Programmatica e sui quali obiettivi chiedo una particolare attenzione poiché mi stanno a cuore. Innanzitutto l’implementazione di un nuovo controllo di gestione. credo sia davvero essenziale e non più rimandabile la progettazione di un serio e affidabile controllo di gestione che permetta di valutare la macchina amministrativa secondo obiettivi misurabili e analitici. Esso può essere davvero uno strumento che, se usato non per punire, ma per correggere il tiro, può davvero migliorare sempre più i servizi della nostra macchina comunale.
Seconda cosa la valorizzazione dell’URP. Durante la scorsa amministrazione è stato creato l’URP quale sportello di front-office con la cittadinanza. Credo che il lavoro finora svolto sia importantissimo e quindi una sua maggiore valorizzazione e continuo miglioramento dei servizi da esso erogato può non solo permettere un più facile dialogo con i cittadini, ma contribuire all’abbattimento di quel pregiudizio tuttora esistente nella nostra società contro l’apparato pubblico dimostrando in tal modo come e quanto lavoro gli uffici comunali svolgano ogni giorno.
Ultima considerazione positiva riguarda la creazione di una consulta giovani. La creazione di una consulta può fare in modo che l’amministrazione mettendosi in comunicazione diretta con questa fetta di popolazione riesca a trovare i modi migliori per formulare le proprie politiche giovanili della città. C’è molto lavoro da fare in questo campo e spero che il primo passo, a mio giudizio positivo, possa avere successo e sia condotto con l’adeguata attenzione che meritano i giovani all’interno delle politiche pubbliche.
giovedì 14 febbraio 2008
INTERVENTO LICEO REBORA
La prima riguarda l’importanza di migliorare la proposizione di valore offerta ai cittadini (ovvero l’insieme di tutto ciò che offriamo al cittadino rhodense in servizi e beni). Innanzitutto, come già detto da alcuni interventi che mi hanno preceduto, c’è la necessità di creare un’infrastruttura adeguata a un liceo classico. Chi ha avuto occasione di entrare o frequentare direttamente le attuali strutture del liceo, sa bene che non sono degne di una città del calibro di Rho e di un paese moderno come l’Italia. Lo spezzettamento e divisione in ben 4 sedi provoca grandi disagi per gli stessi professori costretti a spostarsi da un edificio all’altro con evidente perdita di tempo e di efficacia del loro insegnamento. Spesso inoltre nel passato validi professori hanno chiesto il trasferimento in altri istituti per queste ragioni appena esposte. Teniamo anche conto quanto sia degradante per un genitore entrare in queste strutture e vederle così lasciate andare e non più rispondenti a quelli che oggi sono i normali canoni dell’istruzione superiore e pensare che in quell’edificio così malmesso il proprio figlio o nipote dovrà passare gran parte delle sue giornate dei successivi 5 anni. Ma come accennavo prima bisogna inserire questo intervento all’interno della complessiva offerta di servizi che Rho mette a disposizione dei suoi cittadini. Infatti la costruzione del nuovo liceo non solo metterebbe fine ai disagi appena esposti con un effettivo e concreto miglioramento delle condizioni in cui si svolge la didattica, ma permetterebbe di ampliare l’offerta di servizi a tutti i cittadini (anche a coloro che credono di non poter ricavare nulla di interessante da questa opera). Infatti la nuova struttura potrebbe portare un centro servizi nella frazione di Mazzo, tuttora sguarnita di una struttura di servizi comunali, e allo stesso tempo il quartiere 4 e più in generale tutta la città avrebbero a disposizione finalmente una palestra degna di questo nome e che abbia tutte le caratteristiche anche tecniche per svolgere tutte le partite secondo i regolamenti delle federazioni delle varie discipline sportive (oggi a Rho possediamo una sola struttura di questo genere: il Molinello, che versa in uno stato pietoso). Quindi costruire il liceo per ampliare l’intera offerta di servizi sul territorio comunale, non solo le infrastrutture scolastiche.
La seconda considerazione riguarda la difesa della posizione di Rho come comune capofila dell’intero territorio rhodense. Con questo voglio portare all’attenzione di tutti quanto sia importante che a Rho vengano concentrati gli istituti superiori per fare in modo che Rho rimanga in tutto e per tutto il centro del nostro territorio con l’offerta del maggior numero di servizi sovra comunali (in quantità e qualità) come per l’appunto il liceo. Il problema di competenza di funzioni in questo caso viene meno poiché oggi viviamo in un momento in cui si spinge molto sulla competizione tra territori e città e di conseguenza è più brava e avrà la meglio quella città che riuscirà a catalizzare sul proprio territorio il maggior numero di insediamenti che hanno un importanza extra-territoriale. Per far questo occorre compartecipare e fare la migliore offerta rispetto agli altri comuni competitori. Non nascondiamoci dietro all’evidenza: se il liceo non si farà a Rho sicuramente ci sono pronti alla porta della provincia tanti altri sindaci che non preoccupandosi se la maglietta del loro partito è uguale o diversa rispetto all’amministrazione provinciale, offriranno anche di più di quello che Rho oggi mette sul piatto. Lasciarsi strappare un liceo sarebbe una grave perdita per la nostra città rispetto a quelle che confinano sul nostro territorio. Non perdiamo dunque questa visione di insieme e non vorrei mai che una mia figlia o nipote che scegliesse di fare il liceo classico sia costretta ad andare ogni giorno in un’altra città quando noi qui oggi abbiamo avuto la possibilità di fare del nostro meglio per tenere sul nostro suolo una struttura così importante.
Il terzo punto verte sulla valutazione spesa economica del liceo. Come sentito questa sera pare che il denaro, come purtroppo spesso accade, la faccia da padrone nella scelta dei propri comportamenti. Dalle parole del sindaco l’intera operazione (compresa la valorizzazione del terreno già di proprietà del comune e quindi non da acquistare) vale poco più di 10 milioni di euro. Tenendo conto che il terreno già in nostro possesso ha un valore di 3 milioni di euro, il costo finale ed effettivo si aggirerebbe introno ai 7 milioni di euro. Però il sindaco, citando la ragioneria quale strumento per prendere decisioni, si scorda che la prima cosa che viene insegnata ai ragionieri è che un bilancio si compone di due sezioni divise e contrapposte, l’una di entrate, l’altra di spese. Quindi se vogliamo dare i numeri, occorre darli tutti, compresi quelli che entrano al comune, come la valorizzazione degli stabili ora occupati dalla scuola che rientrerebbero nel pieno possesso del comune. Inoltre c’è anche un valore sociale che scaturisce dalla costruzione del liceo, per questo occorre fare un’attenta analisi sul trade off costi-benefici, non solo citando i costi, ma anche il loro corrispettivo, ovvero i benefici che scaturiscono da questa opera. Quindi non scordiamo la prima regola della ragioneria, prima di utilizzare tutte le altre. Un’ultimo accenno a quello detto sempre da lei signor sindaco che mischia gli eventuali debiti della società Aser (che si stanno rivelando sempre meno consistenti) con questi investimenti. Volevo infatti far presente che un eventuale ripiano da parte del comune degli introiti della società Aser sarebbe inserito nella parte corrente del bilancio, non invece nella parte della spesa capitale come l’investimento nel liceo classico. I due fatti non hanno la benché minima relazione.
giovedì 18 ottobre 2007
INTERVENTO SUL PIANO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
mercoledì 26 settembre 2007
INTERVENTO VARIAZIONI BILANCIO
Innanzitutto volevo specificare che queste variazioni non sono solo a salvaguardia degli equilibri di bilancio, ma operano un cambiamento abbastanza profondo al bilancio variando i saldi di 6.800.000 euro, quasi il 10%.
Entrando più nello specifico, sul lato dell’entrate si è registrato il mancato pagamento da parte dell’ente fiera dell’Ici. L’aggiustamento in bilancio è più che giusto ed è ispirato ai corretti principi contabili internazionali, però in commissione sono rimaste inevase le risposte che riguardano sia le intenzioni di fiera che dell’attuale giunta in merito. L’assessore Tizzoni ha riferito che esiste un buon clima di collaborazione e questo è senz’altro un fatto positivo, ma fino a dove si spinge la collaborazione su questo tema? Ovvero: l’ici è un’imposta e in quanto tale è dovuta secondo parametri e leggi che la regolano. Spero che non si scenda in trattativa su questo punto, infatti è essenziale garantire questa entrata strutturalmente al bilancio comunale per il futuro della nostra città. Poi, da non sottovalutare, vi è un fattore di equità sociale in questa questione. Cosa direbbero i cittadini e le imprese che pagano regolarmente l’imposta? Si creerebbero delle disparità anche perché per l’ente fiera quel milione di euro rappresenta un costo marginale ed è giusto che contribuisca anch’esso alle finanze comunali poiché usufruisce di tanti servizi messi a disposizione dal nostro comune.
Sempre sul lato dell’entrate si è registrato un ammanco di 5 milioni e mezzo di euro dovuto allo stop di alcuni piani integrati di intervento. Ma quali? Non sono specificati da nessuna parte e neppure l’assessore ha saputo darci risposta in merito. certamente è giusto che la giunta appena insediatasi faccia una ricognizione dello stato dell’arte dei progetti già in essere, però questa decisione si riflette molto negativamente sulle finanze comunali provocando, insieme alla contemporanea rinuncia di accensione mutui per 2.300.000 euro, praticamente uno stop dell’attuale piano delle opere pubbliche con mancati investimenti per 6.800.000 euro. Non è una cifra irrisoria per nulla. Entrando nello specifico delle opere più importanti stralciate, troviamo l’eliminazione della nuova strada che collega via Cantù con via Lainate. Per intenderci, la nuova strada che avrebbe dovuto collegare la rotonda dell’ospedale di Passirana con via Lainate completando la tangenzialina già presente. Un intervento che, posticipandolo, non risolve per l’ennesima volta i problemi della viabilità di Passirana e degli automobilisti che percorrono quelle strade quotidianamente. Non mi sembra questo un intervento di destra o di sinistra, mi sembra un intervento che risponde pienamente al miglioramento della mobilità dei nostri cittadini indipendentemente dal colore politico. Come anche in questa direzione andrebbe l’intervento riguardante la mobilità ciclabile in via Marconi, Pace e De Gasperi con annessa soprattutto al messa in sicurezza degli incroci e delle predette strade dove spesso si verificano incidenti mortali. I progetti tra l’altro sono stati già approvati in via esecutiva, manca soltanto il bando di gara per l’assegnazione dei lavori. E così via si possono citare altre opere. Una scelta sbagliata rimandare queste opere essenziali alla sicurezza e al traffico di alcuni quartieri della città. Queste opere soffrono già strutturalmente di lungaggini burocratiche e questa variazione che andiamo a votare non aiuta certamente a migliorare la situazione. Infine mi fa piacere che non siano stati rilevati debiti fuori bilancio e lo stesso assessore abbia detto nella sua relazione che ho ascoltato attentamente che vi è stata una gestione oculata delle spese, segno del buon operato della giunta precedente.