"Lei sta all'orizzonte: mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi, e l'orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve l'utopia? A questo serve: a camminare!"
(Eduardo Galeano)
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giovedì 3 ottobre 2013

DIRO' LA MIA! RIPARTE IL BILANCIO PARTECIPATIVO

 
Dopo il successo della prima esperienza di bilancio partecipativo del Comune di Rho, l’Amministrazione Comunale ha deciso di riproporre l’iniziativa Dirò la mia!.

Nell’attuale contesto dove i bisogni aumentano mentre le risorse diminuiscono, il bilancio partecipativo rappresenta uno strumento per condividere le strategie da intraprendere per il territorio e la comunità, per ascoltare le reali esigenze del cittadino e dare risposte efficaci.

Rispetto alla prima edizione sono state introdotte molte novità:
• Aumento del 12% circa delle risorse destinate al Bilancio Partecipativo: da € 500.000,00 a € 562.000,00 delle spese che sostiene il Comune di Rho
• Inserimento del nuovo tema legato a EXPO 2015 Nutrire il pianeta, Energia per la vita
• Sito web dedicato per favorire i gruppi meno organizzati e i singoli cittadini
• Richiesta di motivare le proposte per orientarle al bene comune
• Coinvolgimento delle scuole
• Aumento dei punti di raccolta delle proposte
• Distribuzione del questionario attraverso il periodico comunale.
 
Venerdì 4 ottobre 2013, alle ore 21.00 si terrà presso la Sala Convegni del Centrho l’incontro di lancio con il Sindaco Pietro Romano, l’Assessore al Bilancio Andrea Orlandi e gli altri Assessori con la finalità di illustrare tutte le novità della seconda edizione del progetto del Bilancio Partecipativo e condividerne i contenuti ed obiettivi raccogliendo eventuali suggerimenti.
Al bilancio partecipativo possono partecipare residenti e non residenti con almeno 14 anni (nati fino al 1999) e tutti sono invitati all’incontro di venerdì 4 ottobre.
 
Ci sono varie possibilità per presentare la proposta:
Formato cartaceo, compilando il questionario cartaceo che si riceverà a casa in allegato al numero di ottobre del periodico comunale Rho Città oppure scaricando il questionario online dal sito e inviato compilato all’indirizzo mail: info@dirolamia.it o nei punti di raccolta
Formato on line direttamente dal sito web

Questi i progetti, iniziative e interventi di competenza del Comune, che possono essere realizzati con il budget assegnato a ciascun tema:
SPORT, CULTURA E GIOVANI: 112.000 euro
SCUOLA, ANZIANI E DISABILITÀ: 100.000 euro
ARREDO URBANO E VERDE PUBBLICO: 300.000 euro
Expo 2015 (novità!): 50.000 euro
 
Non sono ammessi progetti già finanziati nella precedente edizione.
Ogni partecipante potrà compilare un solo questionario e le proposte vincitrici saranno finanziate per un anno.

E’ possibile presentare una proposta collettiva, cioè una proposta di gruppo da pensare e scrivere con amici, compagni, colleghi, in famiglia o con la propria organizzazione. La stessa proposta presente in più questionari ha maggiori possibilità di arrivare alla votazione finale.

Il questionario compilato dovrà pervenire entro giovedì 14 Novembre 2013 presso i tanti punti di raccolta distribuiti in Città (Comune, farmacie comunali, biblioteca…). L’elenco completo dei punti di raccolta sarà consultabile sul sito con la visualizzazione della mappa.

A gennaio 2014 sarà organizzata la serata “Dirò la mia” e a febbraio la Giornata della Partecipazione con la votazione dei progetti.

Informazioni
Numero verde 800.55.33.89
Mail info@dirolamia.it

L’Assessore al Bilancio, Andrea Orlandi, dichiara:
“L’Amministrazione si pone gli obiettivi di raggiungere la massima inclusività, rinforzare i legami tra amministratori e amministrati, tra Comune e cittadini e tra i cittadini, valorizzando il ruolo delle diverse realtà del territorio. L’adozione della democrazia partecipativa rappresenta un punto fondamentale nel nostro programma di mandato e questa iniziativa è uno strumento reale per la sua attivazione.”

martedì 5 marzo 2013

9 MARZO, GIORNATA DELLA PARTECIPAZIONE

 
 
Il progetto Dirò la mia!, la prima esperienza di bilancio partecipativo del Comune di Rho, si conclude con la Giornata della Partecipazione: sabato 9 marzo dalle 8.00 alle 20.00 i cittadini di Rho potranno votare il progetto migliore tra quelli selezionati.
 
Potranno votare sia i residenti che i non residenti a Rho, e coloro che hanno compiuto 14 anni (nati fino al 1998).
 
Per votare sarà necessario esibire un documento d’identità valido e il certificato elettorale se si è residenti a Rho e con più di 18 anni, se non si è residenti a Rho o non maggiorenni basterà un documento d’identità valido.
 
Si può votare una proposta per ciascuna area tematica.
 
Per votare ci si può recare in un punto di voto identificato in base alle sezioni elettorali:

PUNTI DI VOTO SEZIONE ELETTORALE
AUDITORIUM PADRE REINA
Via Meda 20 - 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14
EX SEDE CIRCOSCRIZIONE-SALA AZZURRA
Via Giusti, 1 - 41,42,43,44,45,46,47,48,49,50
EX SEDE CIRCOSCRIZIONE
Piazza Chiesa, Terrazzano - 15,16,17,18,19,20,21,21,34,35,36,37
MAST
Via San Martino 22 23,24,25,26,27
EX SEDE CIRCOSCRIZIONE
Via Cadorna 45 - 28, 29, 30, 31, 32, 33, 38, 39, 40

Grande è stata la partecipazione e l’attenzione dei cittadini rhodensi e city users alla realizzazione del primo Bilancio Partecipativo per il Comune di Rho.
Al Comune sono arrivati infatti ben 8.667 questionari sia da parte di privati cittadini che da associazioni, gli uffici comunali hanno selezionato i progetti ritenuti tecnicamente ammissibili ed economicamente sostenibili, sette per ogni area tematica (sport, cultura e giovani; istruzione e politiche sociali; arredo urbano e verde pubblico).
 
Informazioni:
numero verde 800.55.33.89
e-mail: bilanciopartecipativo@comune.rho.mi.it

L’Assessore al Bilancio, Andrea Orlandi, dichiara:
“L’Amministrazione Comunale, in linea con il principio della democrazia partecipativa, ossia il principio che sancisce la possibilità data ai cittadini di partecipare attivamente alle decisioni strategiche del governo della città, ha deciso di introdurre uno strumento reale di coinvolgimento sull’attività dell’amministrazione, aperto a tutti cittadini rhodensi ed anche a coloro che, pur non residenti, frequentano Rho per motivi di studio e lavoro. Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto e dal riscontro che i rhodensi hanno dato a questo progetto. Il bilancio partecipativo è la prima volta che viene realizzato a Rho e la grande partecipazione dei cittadini è la dimostrazione che il coinvolgimento delle persone è fondamentale per un’azione amministrativa che tenga in reale considerazione le effettive esigenze della gente. Spero che lo stesso coinvolgimento vi sia anche per la Giornata della Partecipazione dove tutti sono chiamati ad esprimere una preferenza rispetto ad un progetto che l’Amministrazione si impegnerà a realizzare.”

lunedì 18 giugno 2012

CRESCITA ED EQUITA': SPUNTI DI RIFLESSIONE DALL'OCSE

Si terrà venerdì 22 giugno alle ore 21 presso il centro convegni Centrho in Piazza San Vittore il convegno “Crescita ed equità: spunti dalle riflessioni dell’O.C.S.E.”.

Relatore del convegno sarà Alessandro Goglio, economista senior OCSE Parigi, che tratterà i temi del lavoro e delle politiche sociali in relazione all’operato dell’ O.C.S.E., l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Modererà l’incontro l’Assessore al Bilancio del Comune di Rho, Andrea Orlandi.

L’O.C.S.E. nasce dalle ceneri dell’O.E.C.E. (Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea), organizzazione internazionale voluta nel 1948 dagli stati europei per utilizzare i fondi del cd. “Piano Marshall” nella ricostruzione post bellica.
In seguito alla creazione di organizzazioni internazionali quali la CEE (Comunità Economica Europea) e l’EFTA (Associazione Europea di Libero Scambio), gli stati membri pensarono ad una riorganizzazione dell’organizzazione in termini non più strettamente europei, ma internazionali. Nel 1961 entrò in funzione l’OCSE con l’adesione di stati quali Canada, U.S.A., Giappone, Australia, Messico…
Gli obbiettivi dell’OCSE sono quelli, attraverso l’indicazione agli stati membri di “best practises”, di sostenere una crescita economica sostenibile, aumentare l’occupazione, innalzare il tenore di vita, mantenere stabilità finanziaria, assistere lo sviluppo delle economie dei paesi non membri, contribuire alla crescita del commercio internazionale.

Alessandro Goglio lavora nel Dipartimento di Affari Finanziari e d’impresa dell’OCSE a Parigi, si occupa di problemi di corporate governance e ha partecipato alla redazione dei Principi della Corporate Governance dell’OCSE. In passato ha prestato servizio presso il Dipartimento di Economia dove ha analizzato le politiche macroeconomiche e strutturali in modo particolare dei paesi emergenti del sud est asiatico.

L’Assessore al Bilancio Andrea Orlandi così commenta l’iniziativa:
“La crisi finanziaria che ha travolto in questi anni gli stati occidentali, in modo particolare l’Italia, ha messo in crisi un sistema di relazioni economiche e finanziarie consolidate, ciò non può che portare gli stati a sviluppare politiche economiche maggiormente sostenibili che permettano la ripresa e la crescita nell’ottica delle “better polices for better lives” tanto auspicate dall’OCSE.”

lunedì 23 maggio 2011

606 GRAZIE, MA NON E' FINITA QUI...

Lo ammetto: mi sono commosso quando ho visto il dato finale dei miei voti che hanno superato quota 600 (per la precisione 606). Non me l’aspettavo proprio e ne sono rimasto davvero contento e felice! In questi anni dai banchi d’opposizione ho lavorato molto e l’ho fatto con impegno e dedizione, senza mai usare toni urlati da politica rissosa e sono contento che questo stile sia risultato vincente. Credo che questo sia un forte segnale di cambiamento rispetto alla politica urlata e ai livelli, purtroppo bassi, che spesso toccano le nostre istituzioni ed è il segnale che la politica seria basata su competenze e serietà paga, e tanto. Cambiare si può e bisogna crederci! Ringrazio quindi tutti i miei 606 elettori e li invito ad andare a votare al ballottaggio perché non è finita qui! E’ diverso trovarsi all’opposizione piuttosto che in maggioranza. E per far sentire la voce di tutte quelle persone che da oggi ho il dovere di rappresentare, occorre andare a votare il 29 e 30 maggio Pietro Romano. Vi chiedo l’ultimo ma più importante sforzo per mettere a frutto il tanto lavoro fatto finora!

giovedì 12 maggio 2011

E' ARRIVATO IL MOMENTO DI SCEGLIERE


Carissimi amici,
anche questa campagna elettorale volge al termine… e come in ogni campagna elettorale dopo l’apertura delle urne verranno fatti ragionamenti, verifiche e via dicendo. Ma oggi non è ancora il momento di fare bilanci e riflessioni sui numeri e sulle percentuali… vorrei però farli sulle persone incontrate. Già, perché in ogni caso saranno tutte le persone incontrate il patrimonio maggiore di questa campagna elettorale: i Rhodensi! E’ stato bello passare giornate intere in mezzo alle persone a chiacchierare, ridere, scherzare, parlare di cose serie, dei problemi della nostra città e anche delle difficoltà personali. Si parla davvero con tante persone in questo periodo e ci si accorge come ciascuno ha una sua visione delle cose e ha delle idee che derivano prima di tutto dalla propria esperienza personale e di vita. Ed è altrettanto bello vedere come così tante idee e proposte siano spesso concepite da ideali comuni in cui in tanti ci riconosciamo. A tutte le persone incrociate va quindi il mio personale ringraziamento!

Questo weekend verrà data la parola ai cittadini che sceglieranno quale futuro vogliono per la nostra città di Rho. Ciascun candidato e schieramento ha espresso le sue opinioni e le sue posizioni in merito alle tante e importanti questioni che Rho troverà di fronte a sé nei prossimi anni. Abbiamo visto come le idee sulla città non siano uguali ed esistano differenze anche forti, come sul PGT o sulla diversa priorità data ad alcune opere pubbliche come il cinema teatro. Ma quello che forse conta ancora di più è la capacità della squadra che si candida ad amministrare la nostra città. Non basta scegliere il miglior sindaco, occorre scegliere la miglior squadra che assicuri anche il maggior grado di governabilità possibile alla città. Credo che questa volta l’unica vera alternativa in campo che possieda tutti i requisiti per far trovare Rho preparata davanti alle sfide che ci attendono sia quella del Partito Democratico con il suo candidato Pietro Romano. Siamo stati il primo schieramento a presentarci con chiarezza e responsabilità sin da subito con un proprio candidato, un proprio programma e una lista volta al rinnovamento e al consolidamento di esperienza, assicurando il mix giusto per governare il futuro della nostra città.

Come ben sapete, io corro per il rinnovo del mio mandato. In questi 4 anni spero di aver operato sempre bene, con il massimo dell’impegno e della costanza possibile, studiando e analizzando i problemi della nostra città e proponendo soluzioni nuove ai problemi dei cittadini. L’ho fatto senza urlare o sbraitare come la politica troppo spesso oggi fa, ma con dedizione e determinazione, mettendo al servizio della città la mia passione e le mie competenze. Oggi sono pronto per mettere a frutto anche l’esperienza accumulata in questi anni e per restituire alla mia città tutta quella ricchezza, fatta di persone, ricevuta in dono dalle generazioni che mi hanno preceduto.

Per tutte queste ragioni ti consiglio il 15 e 16 maggio di scegliere Pietro Romano e scrivere ORLANDI sulla scheda. Ci conto!

A presto,
Andrea

lunedì 9 maggio 2011

IL BILANCIO 2011 E POCHI GIORNI AL VOTO

Mentre la campagna elettorale è agli sgoccioli, in comune l’attività amministrativa non si ferma e il commissario procede con l’approvazione del bilancio preventivo 2011. Elementi portanti sono l’innalzamento delle tasse e il taglio della spesa pubblica, scelte obbligate per mantenere l’equilibrio di bilancio. Infatti nel primo anno di attuazione del federalismo fiscale (quello che dovrebbe portare più soldi alle regioni del nord a detta del centrodestra) il comune di Rho è costretto a tirare la cinghia: i trasferimenti statali diminuiscono per il 2011 di 1.100.000 euro, mentre per il 2012 e 2013 i trasferimenti vengono tagliati di 1.800.000 euro. A fronte di questi tagli non entrano risorse derivanti dalle riforme federalistiche. Il quadro così delineato ha costretto il commissario ad aumentare la TIA sui rifiuti del 9% e alzare l’addizionale IRPEF dallo 0,38% allo 0,4%, il livello massimo attualmente possibile. Inoltre sono state innalzate una serie di tariffe di servizi forniti dall’amministrazione comunale, specialmente nell’ambito delle politiche sociali. A fronte di questi aumenti diminuisce di più di 2 milioni di euro la spesa corrente, tramite delle razionalizzazioni di servizi e tramite un taglio rispetto ad alcuni servizi. Occorre però sottolineare come il commissario sia stato molto attento al tema delle politiche sociali. In questo quadro di rigore dei conti pubblici, non è stata praticamente toccata la parte sociale del bilancio e i tagli sono avvenuti negli altri settori. Sul lato delle opere pubbliche invece il commissario si è limitato a inserire interventi solo di ordinaria manutenzione. Ultimissima cosa da segnalare sono i limiti all’accensione di nuovi mutui. Nei prossimi anni il comune per rispettare i vincoli statali imposti, non potrà più accendere mutui per finanziare opere pubbliche. Occorrerà quindi trovare nuove fonti di finanziamento in prospettiva, e penso soprattutto ai piani integrati d’intervento che potrebbero essere realizzati nella nostra città.
Ora torniamo agli ultimi giorni di campagna elettorale, però era giusto mantenere un occhio e dare risalto a un bilancio comunale “commissariale” che però traccia già da adesso un percorso di politiche di bilancio per i prossimi anni e da qui la prossima amministrazione non potrà troppo distanziarsi, soprattutto nel caso in cui il federalismo fiscale tanto sbandierato non produrrà alla fine degli effetti concreti e positivi per i nostri conti.
Siamo all’ultimo sprint di questa campagna elettorale. Pochi giorni e si vota. Sarà interessante vedere cosa uscirà dalle urne dopo una campagna elettorale dai tratti insoliti, figlia di un periodo di commissariamento del comune. E’ stata una campagna elettorale strana, con pochi scontri e confronti tra i candidati e grande rispetto tra tutti. Quasi sicuramente si andrà al ballottaggio: Romano contro Cecchetti o Pellegrini. Sarà interessante vedere quali dei due ex alleati andrà al ballottaggio. Nel frattempo il candidato Cecchetti ha già dichiarato che non si schiererà con nessuno (riferendosi in particolare alla Pellegrini) in caso di ballottaggio. La prossima tornata ci dirà infine se nella nostra città ha senso fare liste civiche. Il risultato di quest’ultime ci dovrà far riflettere su cosa è Rho oggi. Tra una settimana tutti gli interrogativi verranno dipanati e sapremo se avremo già un sindaco o dovremo attendere altre due settimane per il sindaco di Expo 2015!

lunedì 18 aprile 2011

I CANDIDATI SINDACO

E finalmente si è composto il quadro! Dopo la scadenza di sabato per la consegna delle liste, siamo finalmente in grado di stilare il quadro completo di tutti i candidati sindaci di Rho con le relative liste che troveremo sulla scheda elettorale il 15-16 maggio 2011.

Andiamo con ordine:
Leonardo Beltrame – Sinistra popolare
Domenico Maggio – Federazione della sinistra
Pietro Romano – Italia dei Valori, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà
Carolina Pellegrini – Unione di Centro, Popolo della Libertà, Unione Italiana
Fabrizio Cecchetti – Lega Nord, Gente di Rho con Tizzoni
Romolo Ivani – Rho nel cuore e frazioni
Francesco Calandra – Lista civica frazioni

Spero di non aver dimenticato nessuno... Buona campagna elettorale a tutti!

mercoledì 13 aprile 2011

30x30, TRENTA IDEE IN TRENTA GIORNI

Ai blocchi di partenza. Pronti, partenza, via!

Inizia la campagna elettorale che si prospetta viva e, come sempre, è uno dei momenti più belli della politica, se vissuta in un clima che offra un sereno e pacifico scambio di idee e opinioni. E’ importante quindi cercare il più possibile di mettere al centro le proposte che ciascuno costruisce per la propria città. Per fare questo, da domani parte sulle mie pagine dei social network l’iniziativa 30x30, trenta idee per i trenta giorni di campagna elettorale. Sulla mia pagina di Facebook (http://facebook.com/andreaorlandi.eu) e sulla mia pagina di Twitter (http://twitter.com/andreaorlandi) verrà pubblicata ogni giorno una frase tratta dal nostro programma elettorale. Sarà un modo per far conoscere a tutti il contenuto dell’azione politica della nostra coalizione e per trovare anche un luogo (sebbene virtuale) di confronto sul futuro della nostra città.

L’invito è quindi quello di informarsi, leggere, partecipare alle iniziative e via dicendo. In questo modo sarà il confronto democratico e la serena valutazione della credibilità delle persone e delle sue proposte a vincere sugli schieramenti di campo preconfezionati. Buona campagna elettorale a tutti!

PS=ricordo a tutti coloro che volessero contattarmi per avere informazioni su iniziative o per organizzare incontri, che potete trovarmi all’indirizzo mail: andrea@andreaorlandi.eu

mercoledì 30 marzo 2011

RINNOVAMENTO ED ESPERIENZA PER RHO

Presentata ufficialmente ieri alla stampa la lista del PD, alla presenza dei candidati, tutti con la voglia di fare bene e dare gambe al progetto politico del Partito Democratico.
La stagione politica Rhodense si trova davanti a un bivio in cui deve decidere chi nei prossimi 5 anni dovrà fare le scelte che condizioneranno fortemente il volto e l’anima della nostra città. Per affrontare questa sfida è stata messa in campo una lista che si fonda su due elementi: rinnovamento ed esperienza. Rinnovamento perché la presenza di ben 5 under 30, oltre alla scelta di un capolista di 25 anni - il sottoscritto ;-) – dice chiaramente che per noi il rinnovamento non è un obiettivo da raggiungere, ma è un dato di fatto e una realtà. Scorgendo le liste degli scorsi mandati amministrativi, è difficile trovare tra le liste dei partiti una presenza così massiccia di giovani e anche un capolista così giovane. Ma il rinnovamento e lo slancio verso il futuro non è campato in aria, ma è basato sull’esperienza, l’altro pilastro della nostra lista. Anche qui nella testa di lista la presenza di Giuseppe Scarfone e di tante altre persone più “navigate” nella lista è segnale di come l’esperienza sia messa a frutto per il rinnovamento. A riguardo bisogna segnalare anche come i 4 “big” (Pessina, Borghetti, Cavicchioli e Peluffo) non si candideranno lasciando così spazio e favorendo un rinnovamento della classe dirigente del partito. A loro va il primo grazie per questa loro scelta.
Una squadra quindi pronta a partire e che promette di dare battaglia su tutto il territorio rhodense. Una squadra che sostiene Pietro Romano come sindaco di Rho e che lavora per dare un progetto politico nuovo e per far cambiare Rho. In meglio, ovviamente, e con l’aiuto di tutti!

mercoledì 2 febbraio 2011

PIETRO ROMANO CANDIDATO SINDACO DEL PD

I prossimi anni per Rho saranno fondamentali e segneranno in maniera profonda e irrevocabile il nostro territorio e lo sviluppo della nostra città. Pensiamo a tutte le aree dismesse che verranno probabilmente riqualificate, all’eredità che Expo lascerà sul nostro territorio o ancora al nuovo Piano di Governo del Territorio. Nei prossimi anni si deciderà quale volto dare alla nostra città e quale significato attribuire alla nostra comunità. Saranno 5 anni che cambieranno Rho.
Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de “Il Piccolo Principe”, diceva: “Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini solo per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito”. Credo che oggi ci sia bisogno proprio di questo per la nostra città. Quante persone ho incontrato in questi ultimi mesi che mi hanno espresso tutte le loro perplessità sul futuro della nostra città, la loro visione pessimistica e il loro scoramento sul futuro del nostro paese. Occorre quindi fare in modo che rinasca quella nostalgia del mare ampio e infinito, del valore del navigare per acque sconosciute, trovando sentieri sconosciuti e costruendo percorsi nuovi per i nostri figli e nipoti. Occorre riprenderci in mano il nostro futuro, sapendo che partiamo da zero, partiamo da una città che ha perso la sua vocazione. Cosa vuole essere oggi Rho? Periferia di Milano o centro accanto a Milano? Su quali basi deve fondare la propria economia del territorio? Quali sono i nuovi paradigmi per lo sviluppo socio-economico della città? Quale idea abbiamo di comunità? Oggi non siamo in grado di rispondere a questi quesiti, siamo disorientati. Dobbiamo prendere delle scelte strategiche per il nostro futuro. Non nascondo che sfide come queste fanno paura, ma sono convinto che la nostra comunità rhodense abbia tutte le risorse per poter affrontare senza problemi le sfide che abbiamo davanti. Coraggio e sogno sono gli ingredienti principali da mettere in campo e d’altronde, come diceva sempre lo stesso Antoine de Saint-Exupéry bisogna “fare della vita un sogno, e di un sogno, una realtà”. Sono convinto che ce la possiamo, anzi dobbiamo fare. Ce la dobbiamo fare perché noi conosciamo e amiamo la nostra città e sono certo che il Partito Democratico sarà in grado, con l’apporto di tutte le forze della città, compreso il ricco tessuto dell’associazionismo rhodense, mettere in campo un progetto per ridare nuova dignità alla nostra città.
Per concretizzare questo, durante l’assemblea degli iscritti tenutasi il 30 gennaio, la scelta del Partito Democratico di Rho sul proprio candidato sindaco è caduta su Pietro Romano. Riflettendo sul prossimo candidato sindaco ho sempre pensato che dovesse avere 3 qualità: competenza, esperienza e passione. Competenza perché le questioni che ci troveremo davanti nei prossimi 5 anni avranno un grado di complessità abbastanza elevato e occorre qualcuno che davanti al testo di una delibera sappia leggerla e capire cosa c’è scritto. Esperienza perché occorre avere bene in mente qual è lo stato dell’arte e come funzionano i meccanismi amministrativi e politici. Passione perché nulla di tutto questo avrebbe senso se non c’è il lato più bello e umano che è quello irrazionale che può portare realmente avanti un progetto di cambiamento. Sono convinto che Pietro abbia tutte queste tre qualità e avrà tutto il mio sostegno nella prossima campagna elettorale.

venerdì 3 dicembre 2010

I SOLDI DEI RHODENSI NELLE TASCHE DELLE BANCHE

Una mossa errata e penalizzante per le casse comunali che costerà 2.670.000 di euro ai cittadini rhodensi, l'equivalente di una nuova scuola, di una nuova palestra o di un centro anziani. Questo l'effetto dell'operazione compiuta dalla giunta che ha deciso di rinegoziare un mutuo da 6.600.000 di euro contratto con Dexia Crediop, allungando la scadenza dal 2018 al 2030 e passando da un tasso variabile, oggi pari all’1,3%, a un tasso fisso del 4,31%, più del triplo. Una scelta che carica sulle spalle delle generazioni future il pagamento di questo prestito. Su quel mutuo avremmo pagato in totale circa 710.000 euro di interessi, ora ne avremo da pagare 3.380.000. E ovviamente saranno nostri soldi, quelli dei Rhodensi. E’ questa la diligenza del buon padre di famiglia che tiene sotto controllo i propri conti? Chi mai farebbe un’operazione del genere?

Questa operazione è stata costruita per fare in modo che in questi primi anni il comune paghi una rata più bassa, essendo il mutuo diluito su più anni, ma se vista con l’ottica di lungo periodo e del vero bene per la città, l’operazione è un salasso per le casse comunali. E’ indecente che un’amministrazione costruisca le sue politiche solamente sull’orizzonte temporale delle elezioni e non badi al futuro della città. Basti pensare a quante cose si potrebbero fare con quei soldi dei rhodensi che finiranno invece nelle tasche delle banche. Inoltre un’altra domanda: perché rinegoziare un mutuo su cui oggi paghiamo l’1,3% di interessi quando ne abbiamo tantissimi su cui paghiamo ancora tassi vicini all’8%? Un’operazione fatta in maniera troppo disinvolta, che aggiungendosi allo sconto di 750.000 euro all’anno sull’ICI di Fiera, conferma come questa amministrazione stia minando strutturalmente il bilancio del comune dei prossimi anni.

Non stiamo parlando di derivati o di swap per fortuna, ma l’effetto è praticamente lo stesso. Con questa operazione, soldi in più dei contribuenti finiranno nelle tasche delle banche, invece che in opere pubbliche, per fare in modo di avere mani più libere nell’immediato, ma ipotecando il futuro dei cittadini.

venerdì 19 novembre 2010

IL NOME DI RHO NON VENGA ASSOCIATO ALLA MAFIA

Pubblico di seguito la lettera aperta inviata al Sindaco questa settimana sul legame tra la mafia e il nostro territorio.

Egregio Sindaco Zucchetti,
scrivo una lettera aperta a Lei e per suo tramite a tutta la città, in particolare rivolgendomi a tutto il mondo imprenditoriale ed economico e a quelle semplici persone che hanno già incrociato sulla propria strada la mafia in una qualsiasi delle sue forme in cui si presenta. La mafia in prima istanza aggredisce quelle imprese e quelle attività commerciali oneste di tanti nostri concittadini, costruite con la fatica e la laboriosità tipica del nostro tessuto economico-produttivo. Sono questi i primi soggetti deboli da tutelare.

Sono profondamente preoccupato per il futuro del mio territorio e della mia città. Desta inquietudine sentire un noto giornalista come Saviano, fortemente impegnato nella lotta alla mafia, citare Rho tra le città dove la mafia si sta espandendo nel contesto italiano. Ma questa non è altro che la conferma dei fatti che vedono il nostro territorio sempre più al centro dei nuovi piani di espansione al nord della ‘ndrangheta. Credo non serva assolutamente a niente creare allarmismi, ma bisogna affrontare in modo diretto e concreto il problema.

Il 14 settembre, dopo una discussione sul problema della mafia, il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità un documento contro la criminalità organizzata. In questo documento, oltre alla condanna forte e precisa contro la mafia, si chiedeva al Sindaco e alla Giunta di concretizzare quelle idee esposte attraverso iniziative precise: programmi di iniziative all’interno delle scuole per discutere dei rischi connessi alla mafia, la promozione di protocolli di legalità con il mondo imprenditoriale e le associazioni di categoria e la formazione di amministratori e dipendenti per l’attività di controllo in materia di appalti pubblici. Nulla di tutto ciò mi risulta che sia stato fatto dopo due mesi dall’approvazione di quel documento in Consiglio Comunale.

L’invito particolare che rivolgo a Lei e all’intera Giunta è quindi quello di dar seguito immediatamente agli impegni derivanti da quel documento per rafforzare la cultura della legalità e per prevenire l’espansione culturale, ancor prima che economica, della mafia sul nostro territorio. La mafia oggi a Rho non rappresenta un’emergenza, ma non vorrei mai che lo diventasse. Occorre quindi sin da subito tenere alta la guardia, senza distinzione tra colori politici e appartenenze. E’ necessario inoltre porre il problema all’attenzione della pubblica opinione cittadina per dare gli strumenti a coloro che hanno ruoli di responsabilità di riconoscere quei comportamenti contigui agli ambienti mafiosi, sempre più spesso vestita in giacca e cravatta e presente nei salotti buoni, oltre che negli scantinati e nei nascondigli segreti dei boss. Agiamo quindi tutti insieme da subito, raccogliendo le forze positive presenti nella nostra comunità, per fare in modo che il nome della nostra amata città non venga mai più associato alla parola mafia.

Certo che le mie parole troveranno ascolto, le porgo i miei più cordiali saluti.

domenica 18 ottobre 2009

TERRENI DEL SINDACO E PGT

Continuo qui sul mio blog una discussione che si è avviata sulla mia pagina di Facebook (che potete vedere cliccando qui) e in particolare volevo rispondere al commento di Francesco apparso sulla mia pagina. Ecco la mia risposta:

Caro Francesco, voglio risponderti in maniera precisa punto per punto alle obiezioni sollevate:
1 - Zucchetti è proprietario? Sì, ha il 5% di quel terrenoe il resto è tutto di suoi parenti. Chi ha fatto le visure, le ha sapute leggere tanto che non afferma il contrario. E il sindaco conferma questa cosa in tutte le sue dichiarazioni.
2 - Questo non è assolutamente vero. Da circa due anni il valore di esproprio è pari al valore di mercato. Non un euro in più, non un euro in meno.
3 - La mozione votata all'unanimità (me compreso), avvenuta addirittura prima dell'inizio dell'iter del PGT, era una dichiarazione di massima su quali dovessero essere i principi e le linee guida da seguire nella stesura.
4/5 - Nessuna legge dice che il sindaco deve dire quali sono le sue aree di proprietà, ma deve astenersi dal voto. Vero. Spero che però i cittadini vogliano un po' di più dai loro politici. Ogni giorno li si prende a pesci in faccia perchè fanno solo i loro affari e i libri su Casta e dintorni sono bestsellers. Forse nessuno si preoccupa della prassi e dell'esistenza di una parola che nessuna legge detta: TRASPARENZA. Nel resto d'Europa è un paradigma imprescindibile. E appena si sgarra di un solo euro si va a casa. Vedi in Inghilterra dove nello scandalo dei rimborsi si è dimesso anche il parlamentare che aveva "rubato" meno di tutti. Sai quanto aveva rubato allo stato inglese? 6, dico sei, sterline. Il sindaco quanto ci guadagna con il suo 5%? Direi ben più di 6 sterline. Opinabile? Non credo.

Aggiungo il punto più importante che rischia di sfuggire: quei terreni non sono destinati prioritariamente al liceo, ma sono ANCHE ammesse tutte le funzioni pubbliche. Vi invito ad andare a questo link del sito del comune: cliccate qui.
Scaricate poi la tavola DP3 e individuate l'area del liceo. Come vedete l'area è stata già suddivisa in due parti: quella più a nord viene destinata alla costruzione di palazzine, quelal più a sud al liceo. Questo trova conferma nel documento che trovate sempre allo stesso link che si chiama "Indicazioni per gli ambiti di trasformazione..." dove a pagina 25 scoprirete tutto ciò che si può costruire su quel terreno. SIAMO SICURI CHE SIA SOLO IL LICEO??? A voi l'ardua risposta...

domenica 30 marzo 2008

ZUCCHETTI E IL GIOCO DELLA MOSCA CIECA, MUTA E SORDA


Sono passati ormai alcuni giorni dall’approvazione del bilancio e in questo tempo pensavo a quello che è accaduto in aula mercoledì scorso, sia per quanto riguarda il bilancio in sé sia per la discussione (o meglio per la non-discussione).
Un bilancio con un unico protagonista: i piani integrati di intervento. Già, ma cosa sono i piani integrati di intervento? La nostra città, come tutte le altre città d’Italia possiede un piano regolatore, ovvero una grandissima mappa di tutta Rho dove per ciascun riquadro di terra viene segnalato cosa il proprietario può fare sul suo terreno. Ad esempio indica se quel terreno deve rimanere coltivato oppure puoi costruirci qualcosa, se puoi costruirci allora ti dice se puoi fare una casa oppure una fabbrica e infine ti dice quanto grosso puoi fare il tuo fabbricato. Tutto questo con una logica e un equilibrio studiato e deciso appositamente per far stare in piedi la città e per cercare di localizzare sul territorio funzioni strategiche per il suo sviluppo. I piani integrati di intervento sono delle deroghe concesse a questo mega piano regolatore che permette di cambiare destinazione d’uso del lembo di terra che si possiede dietro la corresponsione di una data cifra in denaro. Capite che si tratta di modificare nel particolare quel disegno complessivo di città che si aveva in mente. I piani integrati di intervento sono ottimi per recuperare aree abbandonate e improduttive dove non si effettuata più nessuna attività recuperandole dando loro nuova vita, mentre contemporaneamente costituiscono un pericolo per l’equilibrio complessivo della città. Infatti intervenendo con moltissimi piani di questo genere si è anche in grado di cambiare completamente volto a una città. Far sorgere grattacieli dove prima c’erano fabbriche, vedere terreni immacolati sui quali si scatenano le voglie speculative e via dicendo. Il tutto però senza modificare (tranne in quelle specifiche aree) il piano regolatore generale. Vengono a cambiare del tutto quindi gli equilibri perché una data opera non possiede compensazioni di tipo strategico al suo interno, ma solo finanziarie. Quindi denaro, non scelta di allocazione generale efficiente di funzioni sul territorio. Bisogna prestare grossa attenzione a questi cambiamenti. E soprattutto occorre guidare nel migliore dei modi questi grossissimi cambiamenti che una città come Rho sembrerebbe dovrà affrontare nei prossimi anni. Già, ma a fronte della complessità di questo discorso la scorsa sera in consiglio comunale è sembrata mancare quella vision all’interno della maggioranza che permette di governare questi mutamenti urbanistici. Manca un progetto e un disegno generale all’interno del quale allocare questi interventi di carattere particolare. E’ stato un po’ come giocare a mosca cieca dove ci si muove a tentoni senza guardare e aspettando gli eventi. Un comportamento nocivo per tutta la città il fatto che la giunta Zucchetti non abbia saputo dare una risposta a questo interrogativo di assoluta primaria importanza.
E qui arriva il secondo punto che in questi giorni mi ha fatto riflettere: il mancato dibattito in aula del bilancio. Un comportamento che ha visto la maggioranza non difendere mai le proprie scelte di bilancio e neppure fare la dichiarazione di voto favorevole al bilancio. Viene lecito di domandarsi se qualche consigliere di maggioranza abbia mai letto il bilancio e quale sia stato il processo democratico che ha portato alla sua formazione. Per chi, come me, crede nell’importanza del confronto con l’altro (il diverso da me) e che crede che l’altro sia una risorsa prima da scoprire e poi da valorizzare, questo rappresenta uno schiaffo alla democrazia. La nostra società è composta da tante sensibilità che solo attraverso il libero dibattito e confronto riescono a trovare il meglio e perseguire nel miglior modo possibile la meta del bene comune. Evidentemente l’attuale maggioranza vede l’altro come un pericolo e una minaccia al quale far fronte attraverso il silenzio e la sordità. Viene lecito chiedersi: “A furia di giocare a mosca cieca non avranno mica inventato un nuovo gioco, il gioco della mosca muta e sorda?”, gioco che è vero esempio di come questa maggioranza non sappia confrontarsi con chi ha di fronte.
Queste le mie riflessioni a freddo sulla nottata di approvazione di bilancio. Vi invito come al solito a lasciare qualche commento se ne avete voglia.

mercoledì 31 ottobre 2007

INTRECCI E LA SUA IMPORTANZA SOCIALE...

Ieri sera ho partecipato all’incontro aperto a tutta la cittadinanza della coop. Intrecci durante la quale sono intervenuti mons. Angelo Brizzolari (vicario episcopale di zona), il sindaco Roberto Zucchetti, don Roberto Davanzo (direttore Caritas Ambrosiana) e il dott. Massimo Minelli (presidente coop. Intrecci).
Una serata davvero interessante che mi ha portato a riflettere molto su quello che può significare oggi la presenza di una realtà come Intrecci nel territorio di Rho. Il sottotitolo della serata era: “…ieri, oggi, domani…” Ed è proprio da qui che parte la mia riflessione, e più specificamente da quello che oserei definire “l’altro ieri”. Negli ultimi decenni l’Italia ha abbandonato lentamente il modello di welfare-state, nel quale tutte le funzioni sociali erano in capo all’amministrazione centrale. Con l’avvento di un mercato economico più moderno e meglio controllabile, si è andati sempre più verso un modello di stato-regolatore, e verso questa direzione stanno camminando anche le istituzioni europee. Questo passaggio ha comportato il passaggio degli oneri delle politiche sociali agli enti locali che hanno, a loro volta, visto evolvere il loro ruolo e compito in questo ambito. E si arriva a “ieri”, periodo nel quale, sparse su tutto il territorio italiano, sono nate e cresciute le cooperative come quella di Intrecci. Sono nate sotto anche un’innovazione legislativa che le ha fatte crescere e distinguere da altre cooperative in questi anni. Oggi infatti si sono sviluppate e si vanno sempre più delineando come attori del welfare sociale comunale. Per la verità siamo ancora in una fase di transizione e di cambiamento come dimostrano le innovazioni che anno dopo anno si stanno verificando nell’organizzazione dei servizi sociali degli enti locali (vedi nel rhodense l’apertura di Sercop). E da queste incognite del futuro si apre il domani del terzo settore sociale. Discussione infinita che implica anche la visione di quale stato vogliamo costruire domani per il nostro futuro e che rimando per il momento ad altra sede.
Tutto questo per inserire il cammino della coop. Intrecci all’interno del sistema più ampio nel quale si muove e capire cosa possa voler dire oggi a Rho una realtà come questa. Singolare e significativo il simbolo della cooperativa che rappresenta per l’appunto una rete nella quale un filo è colorato di rosso e rappresenta il contributo che questa realtà da alla società intera. Oggi la rete assume sempre più significato, soprattutto nel fatto che questa è composta da una serie di attori pubblici, privati e del terzo settore (quello delle cooperative). La rete nel suo comporsi di tanti fili riesce a portare avanti le politiche pubbliche verso soprattutto i bisognosi e i più deboli. Questo non fa altro che creare un valore inestimabile per le città e i territori. Ed è stato questo forse uno dei grandi assenti della serata, ovvero il valore sociale creato dalle attività e dagli innumerevoli progetti messi in piedi con veramente pochissime risorse. Non è una quantità misurabile questa, anzi, se la si dovesse misurare in termini di entrate e uscite sarebbe molto probabilmente in perdita! Ma un ente pubblico quale è il comune non può fermarsi alla superficiale analisi di “quanto spendo per”, ma deve entrare molto più nel profondo dell’analisi e andare a cogliere il valore, in termini sociali culturali ed economici, che ne scaturiscono dall’impiego di queste risorse. L’ente non può delegare ai privati il fondamentale compito della prossimità al più debole e della conseguente coesione sociale. Non è loro compito quello di badare a queste persone emarginate dalla società, ma è loro interesse contribuire per valorizzare e aiutare le persone in stato d’emergenza. Non possiamo lasciare sulle spalle di privati che si organizzano fra loro queste importanti ed essenziali funzioni d’interesse pubblico. E soprattutto loro stessi hanno bisogno del sostegno dello stato nella letterale battaglia che ogni giorno compiono nella società. E questo meccanismo avviene solamente attraverso la presenza sul territorio di uno stato attivo e moderno, nello specifico l’ente locale, che sa guardare la realtà del territorio in una visione di insieme e sa individuare e indirizzare le risorse per le priorità sociali del territorio, creando anche economie di scala per poter accrescere e migliorare i propri servizi. Un privato, anche se super organizzato, non avrà mai i poteri, la forza e le competenze per fare questo tipo di politiche da solo. Esso deve essere sorretto politicamente e finanziariamente dagli enti locali presso cui opera.
Un’ultima cosa. Una nota di dispiacere della serata è stata quando il nostro sindaco ha definito del tutto inefficienti e condannato prima i sistemi di raccolta e seguente distribuzione delle tasse, poi l’inefficace strumento dei concorsi e bandi pubblici che non allocherebbero al meglio le risorse pubbliche. Una visione negativa dello stato che anche in altre occasioni il nostro sindaco non ha mai mascherato. Non voglio entrare nel merito di queste questioni, ma nel metodo. Infatti rimane il fatto che la responsabilità di queste cose è della classe politica, lui e io compresi. Nessuno dei due ha mai partecipato alle decisioni che hanno portato all’utilizzo di questi sistemi in Italia, ma entrambi (insieme a tutti gli amministratori e politici) dobbiamo farcene carico e migliorare laddove è nelle nostre possibilità, ma mai dobbiamo denunciarle come se fosse una cosa che non sia nella nostra sfera di competenza o responsabilità. Credo che nel momento in cui si rompe questo meccanismo è l’intero sistema intergenerazionale che va a pezzi, portando con se il crollo inevitabile della credibilità delle istituzioni nazionali.
Per adesso è tutto. Ho tralasciato alcuni passaggi delle mie riflessioni per ragioni di spazio e se ne potrebbero aggiungerne molte altre. Spero per questo di non essere frainteso nel caso. Vi invito inoltre come al solito a lasciare i vostri commenti o richieste magari di chiarimento.


Andrea

domenica 21 ottobre 2007

DAI PALETTI DI VIA DE AMICIS 2 PRINCIPI PER LA NOSTRA SOCIETA'



Riporto la mia lettera apparsa sul numero di venerdì di Settegiorni:


Gent. direttore,
a seguito delle molte lettere apparse sul vostro giornale riguardo la rimozione dei paletti di protezione della pista ciclabile di via de amicis, volevo esprimere il mio parere provando ad astrarre il fatto in sé e andando a fondo dei comportamenti che molto spesso i cittadini hanno nel vivere quotidianamente la propria città. Innanzitutto mi vengono in mente due principi del vivere civile e democratico molto importanti che nella discussione appaiono dimenticati soprattutto dall’anonimo D. C. Mi riferisco per primo al principio di legalità. Secondo me questo sta alla base di una comunità moderna e senza il suo rispetto entreremmo nel caos più completo. Infatti, se una porzione di carreggiata viene riservata alla mobilità dolce, quindi con contemporaneo divieto sia di sosta che di fermata, questa deve essere rispettata secondo le regole stabilite. Non esistono deroghe o eccezioni di tipo personale orientate alla esclusiva soddisfazione del proprio e unico bisogno di quell’istante (trovare parcheggio). Questo perché ogni regola è studiata appositamente per fare in modo che ciascun individuo possa vivere il meglio possibile la sua vita nella città. Il fatto di posteggiare la macchina lungo la pista ciclabile ha due effetti sotto gli occhi di tutti: il primo quello di creare traffico e coda tale da intasare completamente la via de Amicis rendendo in alcuni giorni difficoltoso l’accesso nella stessa via; il secondo quello di mettere a repentaglio la sicurezza stradale di chi percorre la via in bicicletta, poiché deve compiere uno slalom tra le macchine parcheggiate.
Il secondo principio (che si lega in maniera stretta con il primo) è invece quello della libertà. Infatti non credo possa esistere libertà senza il rispetto della legalità. Il complesso delle norme servono per garantire il massimo livello di libertà possibile e raggiungibile. La libertà del ciclista di percorrere tranquillamente la via in questione, si contrappone con l’abuso fatto dal parcheggiatore in divieto di sosta.
Mi rendo conto che, come detto all’inizio della mia lettera, questa situazione possa essere una forzatura per spiegare i due principi, ma credo che questo episodio (come tanti altri) sia sintomo e segnale del comportamento quotidiano di tante persone che sembrano dimenticare di essere all’interno di un sistema più ampio e che ogni loro mossa e scelta personale si ripercuote inevitabilmente sulla collettività intera. Il sentirsi parte di una comunità deriva infatti anche dal rispetto dei due principi esposti. Potrei citare tantissimi altri esempi in cui si nota come tante situazioni spiacevoli, che creano attriti tra gli abitanti, sarebbero evitabili se nella nostra cultura fossero ben radicati questi due postulati.
Una parola volevo spendere infine per quanto riguarda le affermazioni fatte sempre dall’anonimo D. C. riguardo alla scuola. Premetto che conosco molto bene tutte e tre le scuole della via de Amicis, poiché due le ho frequentate direttamente da bambino, mentre la terza perchè partecipo alle varie attività oratoriane. Conosco bene anche più in generale gli ambienti e le idee che circolano all’interno sia delle scuole pubbliche che private. Evidentemente così non è per l’anonimo D. C. se no si renderebbe conto che Marxismo e Leninismo nulla hanno a che fare con l’educazione e istruzione fornita dalla scuola pubblica. Io stesso, pur avendo frequentato per gran parte della mia vita scuole pubbliche non sono mai stato indottrinato in nessuna maniera. Non credo affatto di essere un caso unico o raro. Ho avuto (e come me tanti altri) professori che stanno dall’altra parte di quella in cui mi trovo adesso, come ho avuto professori che simpatizzano per la mia formazione politica di appartenenza. Nessuno di questi ha però mai fatto proselitismi di tipo politico, ma hanno sempre agito per trasmettere, oltre alle varie nozioni scolastiche, i valori fondamentali del vivere civico. Non vi è da nessuna parte nessun indottrinamento particolare.
Per concludere, spero che il mio contributo (forse poco pratico) serva perchè la società di oggi porti con sé i due principi da me citati per poter giorno dopo giorno migliorare e fare in modo che su solide basi si costruisca il futuro nostro, dei nostri figli e delle generazioni che verranno.

mercoledì 30 maggio 2007

LA GRANDE SCONFITTA... E LA MIA PICCOLA VITTORIA!

Come avrete appreso dai giornali e dalle notizie che si rincorrono il centrosinistra ha perso le elezioni nella maggior parte dei comuni medio-grandi del nord. E Rho non ha fatto eccezioni in questo.
La delusione è stata davvero forte… Dopo 10 minuti di spoglio del seggio in cui ero a fare il rappresentante di lista, ho capito come si stava mettendo la cosa… Un’ora più tardi a scrutinio concluso ho potuto constatare che in tutto il resto della città l’esito era chiaro e preciso. Nella mia mente fino a sera e anche al giorno dopo sono passati nella mia mente questi due mesi vissuti al massimo inseguendo un sogno, un progetto e una visione di città. Constatare che i cittadini non hanno voluto aderire a quell’idea è stato per me frustrante. I miei occhi si vedevano passare davanti i volti delle tante persone incontrate, delle tante iniziative vissute, dei tanti momenti condivisi, dei momenti difficili superati… Non mi sembrava vero! Una vera disfatta.
Il giorno dopo, ripresomi dallo sconforto, ho realizzato con i dati definitivi che sono diventato consigliere comunale. Questo ha riaccesso dentro di me di nuovo una fiammella drasticamente spenta il giorno precedente. Sono davvero contento che tante persone abbiano riposto in me la loro fiducia e ancora più contento è stato constatare che ancora più persone mi stimano al di là dell’appartenenza politica. Per darvi un dato, nei seggi della circoscrizione 1 ho preso 48 voti per il consiglio comunale, mentre per il consiglio di circoscrizione ne ho presi 82. Segno che tanti che magari hanno votato per il centrodestra hanno deciso di riporre in me la fiducia per il consiglio di circoscrizione.
Quindi ho sì totalizzato 120 voti per il consiglio comunale, ma spero di aver raggiunto molte più persone passando loro un messaggio che va oltre alla mera appartenenza partitica. Desidero ringraziare alcune persone in particolare, di cui non occorre fare il nome, che ben sanno di aver apportato un contributo davvero significativo e importante al raggiungimento del risultato. A loro va il mio grazie più sentito perché mi hanno accompagnato e sostenuto in questa avventura. Grazie davvero!
Da oggi mi metto al lavoro con la consapevolezza di essere uno di quei 30 consiglieri che caricano su di sé la responsabilità di prendere decisioni per la comunità rhodense. Cercherò di fare il meglio anche oltre le mie possibilità, consapevole di avere dei datori di lavoro come voi cittadini molto esigenti e che si aspettano risposte serie su ogni argomento che riguardi la collettività e non solo. Spero di poter rappresentare e portare in consiglio quelli che sono i miei valori e il mio stile di essere. Spero di riuscire bene in questo compito e contribuire con il mio piccolo mattoncino al continuo miglioramento di Rho. Aprirò una sezione qui sul mio blog denominata “Consiglio comunale” nella quale desidero raccontarvi tutti i passi e le tappe più significative di questa avventura che mi accingo a vivere mantenendo uno stretto contatto con voi. Grazie davvero a tutti per il vostro sostegno!Andrea

sabato 26 maggio 2007

-1 IL GIORNO DEL SILENZIO

Ormai mancano poche ore dall’inizio delle votazioni e la città scopre un sabato di silenzio in cui la gente non verrà assalita passando dalle vie del centro dai più svariati volantini. E’ la giornata per riflettere… forse più necessaria a chi questa campagna elettorale l’ha vista dal di dentro che non dal di fuori. Ripensando a questi due ultimi mesi e al crescendo di emozioni vissute giorno per giorno non rimane che la gioia di aver potuto vivere un’esperienza del genere. Si incontrano e si conoscono persone che sono magari tanto lontane da te per l’idea che portano avanti, ma che con essi trovi subito un feeling molto più facilmente rispetto a chi magari è più vicino a te. Ho scoperto che l’ideologie contano fino a un certo punto. Da quel punto in poi inizia la stima e il rispetto propri del sentirsi un’unica cosa sotto l’egida dell’Italia. Del sentirsi veramente “fratelli d’Italia”.
Non è una cosa facile e immediata. Richiede coraggio e richiede una grande consapevolezza di quello che sei tu. Il primo passo per aprirsi agli altri è infatti avere piena coscienza di ciò in cui credi. Da lì, attraverso un processo di esteriorizzazione, si può costruire un dialogo che forse non porterà nessun frutto concreto e non porterà nessun cambiamento, però di certo ci farà conoscere e in qualche modo ci farà avvicinare diminuendo le distanze. Dividersi e parlar male dell’altro è sempre molto facile e non richiede sforzi, mentre ricucire i rapporti e parlar bene di qualcuno richiede una fatica in più.
Avevo un piccolo obiettivo per questa campagna elettorale che spero di essere riuscito a raggiungere: far interessare di politica almeno una persona lontana da questo mondo. Non so se sono riuscito a farlo, spero però di aver dato la mia piccola, e forse insignificante, testimonianza che oggi per i giovani è possibile interessarsi e far parte attiva della politica. L’ho fatto con un preciso stile: quello imparato in parrocchia. Non mi piace come fanno tanti altri sventolare le bandiere del proprio credo, perché è segno che non si è capito di quale sfera ci stiamo occupando. Le bandiere del proprio credo vanno sventolate in altri ambiti, non in quello della politica. Nella politica quelle bandiere da sventolare rappresentano le forti radici che indicano uno stile di essere che non ha bisogno di essere etichettato poiché emerge subito alla luce. La politica nella nostra società civile assume un ruolo superiore rispetto alla religione oggi. La politica infatti è quell’arte che fa vivere e convivere tutte le sensibilità presenti sul territorio. Il cristiano impegnato in politica deve ricordarsi semplicemente di una cosa: in quel momento sta lavorando per la città dell’Uomo, non per la città di Dio. Diventa immediatamente chiaro l’ambito in cui spendere le proprie idee: la politica per la città dell’Uomo, la religione per la città di Dio. Due cose ben distinte insomma, ma che racchiudono lo stesso stile. Non cambia infatti il modo in cui ci si spende per l’una o l’altra città, perché è quello del cristiano. E da qui parte soprattutto l’invito del nostro cardinale Tettamanzi a sviluppare la sensibilità per tutto il mondo socio-politico e coltivare all’interno delle nostre parrocchie vocazioni che vanno in questo senso. Si sta facendo tanto e lavorando tanto in quest’ambito nella nostra diocesi, però credo che non basti. Si può fare di più e spero nel mio piccolo di aver davvero avvicinato qualcuno a questo mondo.Concludo invitando tutti ad andare a esprimere il vostro voto, qualsiasi sia, in maniera consapevole e fiduciosa. Avendo ben in mente le diversità con cui ricopriranno l’incarico. Oltre ai programmi è davvero importante il metodo con cui si realizzano. Guardate il modo e la filosofia che ci sta dietro a ciascun candidato. E se vi posso dare un consiglio, scegliete chi si sente strumento e non fine. Ovvero chi si vuole mettere al servizio e non su un altare per poter dire che è sindaco o assessore o consigliere. Chi si mette quindi sul vostro stesso piano e non si erige a monumento, chi ci mette passione e possiede capacità e senso di responsabilità. Sceglietelo, ce ne sono davvero tante di persone del genere. Scegliete bene!

mercoledì 23 maggio 2007

-3 DOPO LA RAFFINERIA ORA TOCCA ALL'EX-ALFA DI ARESE

Tre giorni al voto…
Ormai è diventato, oltre che argomento di scontro politico rhodense, cronaca regionale ciò che si sta muovendo attorno all’area che un tempo ospitava le linee produttive dell’Alfa Romeo. Ciò che ha fatto infiammare gli animi è stata la proposta-imposizione di Formigoni in accordo con la Moratti di trasferire sull’area tutto il commercio all’ingrosso della Chinatown che ormai esplode dentro le mura di Milano.
Inutile dire che non è quello che i cittadini e le imprese delle città del rhodense si aspettano, bensì un semplice spazio per risolvere un problema di Milano. Oggi più che mai è necessario guardare a questa grande area con occhio vigile e ampio. Siamo stati capaci in quest’ultimo decennio di riconvertire quella che era una vecchia raffineria abbandonata in un’area fieristica all’avanguardia in Europa. Non voglio discutere qui i benefici o le negatività di questa iniziativa. Certamente di una cosa siamo sicuri: abbiamo riconvertito un territorio dallo stato di degrado allo stato produttivo e se ci togliamo l’etichetta di rhodensi e ci mettiamo quella di italiani siamo certi che dei benefici all’intero sistema economico del Paese è stato apportato. La stessa cosa deve avvenire con l’area di Arese. Siamo candidati per l’Expo 2015 e in caso di vittoria potremo certamente utilizzare quest’area legandola a questo evento mondiale. Già, ma come? Interessante e non da scartare il piano per la mobilità sostenibile presentato anni fa dalla regione Lombardia. Mi sembra un bel piano efficace, ma a mio parere non basta. L’area in questione potrebbe essere adibita a ricerca sulla scia dell’appena inaugurato Chilometro Rosso a Bergamo. Un’area quindi che esponga le migliori ricerche e tecnologie che solo noi italiani, sapientemente, sappiamo realizzare. Bisogna mettersi nell’ottica che l’Expo 2015 è un evento temporaneo e per agganciarlo in tutta la sua potenzialità è necessario mostrare il top di Milano. Infatti un evento del genere funziona da grande vetrina amplificando le migliori cose che sappiamo produrre sul territorio. Bisogna quindi averle queste cose da mostrare se vogliamo salire su quel treno che porta alla crescita dell’economia. L’area dell’Alfa sia per vicinanza geografica, sia per ampiezza degli spazi potrebbe essere deputata a una sorta di grande laboratorio all’avanguardia dell’intera provincia di Milano, risolvendo in questo modo sia la temporaneità e precarietà dell’evento, sia la rivitalizzazione dell’area.

martedì 22 maggio 2007

-4 PERCHE' C'E' BISOGNO DI GIOVANI OGGI

I giovani… parola spesso ripetuta durante questa campagna elettorale e che ha rivestito un ruolo importante nella dialettica scaturita nei vari confronti. Oggi i giovani sono totalmente e per la maggior parte estranei al mondo della politica. Ho potuto constatare sulla mia pelle come un giovane venga identificato come qualcosa di prezioso e raro da coltivare. Io vorrei che non fosse più così! Vorrei che la presenza sia sempre assicurata e che tutti i giovani possano sentirsi realmente parte di questa sfera. Già, ma occorre anche interrogarsi sul perché ci sia bisogno di giovani oggi.
Partiamo subito analizzando i due problemi che colpiscono la politica oggi: il primo è il sistema gerontocratico italiano, il secondo invece il malaffare e la schiavitù di interessi particolari. I giovani possono inserirsi in questo sistema rompendo il sistema gerontocratico e passando a uno meritocratico dove importano le competenze e la bravura e non il numero scritto sulla carta d’identità alla voce data di nascita. Nel secondo caso invece riuscirebbero a entrare in questo mondo liberi da vincoli precostituiti e riuscire quindi a portare avanti progetti che rompono alcune rigidità e resistenze presenti oggi. Solo quindi con l’ingresso di una cultura politica nuova possiamo ricostruire una società lanciata al futuro e al domani. Noi giovani siamo quelli del “dopo muro di Berlino”. Io credo, con quelli della mia età, di essere tra i primi che porteranno nella politica quest’aria nuova al passo con i tempi. Gli equilibri economico-politici sono radicalmente mutati in questi ultimi due decenni e c’è la necessità di una revisione ideologica delle varie fedi politiche portate avanti. Oggi la politica italiana ha perso alcune fratture che danno vita al dibattito politico, come quella con il comunismo. Oggi chi parla di comunismo o cristianesimo in politica, sia i comunisti che gli anticomunisti e sia i cristiani che gli anticristiani, hanno uno sguardo volto al passato. Uno sguardo legato ormai a 20 anni fa. Uno sguardo che quindi e soprattutto non guarda al futuro. Oggi non ha senso a mio parere spendere queste parole in politica. Quelle sono le radici che possono essere comuniste o fasciste, cristiane o musulmane. Ma sono appunto le radici, ovvero la parte dell’albero che pur offrendo nutrimento ed essenziale sostenimento è nascosta e non alla luce. E’ davvero difficile fare questa distinzione per coloro che non sono stati cresciuti secondo questa ottica (e mi riferisco a coloro che hanno dai 35 anni in su), però il futuro non ci riserva nulla di quello che ci ha fornito il passato finora. Solo i giovani possono quindi essere oggi la vera leva per introdurre ciò che sarà realtà tra alcune decine di anni.
Siamo in una fase di passaggio. Questo passaggio ci è costato caro perché se andiamo a guardare oggi l’età dei candidati al consiglio comunale notiamo un grande vuoto in una precisa fascia d’età: quella tra i 25 e i 35 anni. E’ proprio quella fascia che ha subito questo lungo processo di trasformazione e che oggi appare se non concluso quanto meno delineato nei suoi aspetti salienti. Diamo quindi fiducia ai giovani perché solo in loro vive un sogno che proietta tutti al futuro. Io, giovane, sono stanco di un sistema che si erige e vive con lo sguardo rivolto al passato. Giriamo la testa di 180 gradi e proiettiamoci con un’aria nuova al futuro che vogliamo vivere da attori principali e non secondari.